Quando i romagnoli salvarono Garibaldi

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Giovedì 21 marzo, alle ore 15,30, nella sede della Cna, Sala “Elmo Domeniconi” in via Pelacano 29 a Forlì, in occasione del 170° anniversario della Trafila Garibaldina, Gabriele Zelli terrà una conferenza su “Agosto 1849: Garibaldi a Forlì“. Introdurrà Alvaro Attiani, presidente CNA Pensionati Forlì-Cesena.

Il territorio romagnolo è stato protagonista della “Trafila Garibaldina”, le due settimane di vicende che videro i patrioti ravennati, del basso ferrarese, del forlivese e della Romagna-Toscana impegnati nel sottrarre Giuseppe Garibaldi all’inseguimento da parte degli austriaci dopo la soppressione della Repubblica Romana del 1849.

Della Trafila esistono molteplici testimonianze. Si va dal primo monumento dedicato in Italia all’eroe dei “Due Mondi” in piazza Carlo Pisacane, a Cesenatico, al Capanno Garibaldi, nel ravennate, dove Garibaldi e Anita trovarono rifugio, passando per la Fattoria Guiccioli, sempre nel ravennate, dove Anita morì. Successivamente, durante la loro fuga, Giuseppe Garibaldi e Giovanni Battista Culiolo, “detto Maggior Leggero”, furono aiutati dai patrioti di Ravenna, di Forlì, di Terra del Sole, di Castrocaro, di Dovadola, di Modigliana, dove don Giovanni Verità nascose i due fuggitivi in casa propria. Successivamente furono costretti ad espatriare.

In questo contesto un ruolo importante lo ebbero i patrioti forlivese che nella notte fra il 15 e il 16 agosto del 1849 fecero attraversare ai due il confine tra lo Stato Pontificio e il Gran Ducato di Toscana che correva poco oltre la chiesa di Ladino. Ingresso libero.