Ex Eridania foto di Veris Villi

Quasi 900 opere incompiute in Italia secondo una stima dell’Anagrafe delle opere pubbliche di interesse nazionale, altrettante le aree dismesse che diventano scheletri di archeologia industriale sfuggiti alla prima ondata di recuperi urbanistici negli anni Ottanta. “Stiamo parlando di zone destinate al degrado, luoghi che diventano off limits alle persone comuni, covo ideale per clandestini e spacciatori. Ed anche Forlì, purtroppo, sfoggia un elenco di strutture che necessiterebbero di interventi di recupero. Dalla prima vera incompiuta che è il nuovo carcere al Quattro, passando per l’ex zuccherificio abbandonato dell’Eridania. Continuando per l’ex distretto militare di via della Ripa, senza dimenticare l’eco mostro di via Spontoni che doveva essere destinato ad immobile per cittadini in divisa, l’ex hotel Universal e l’ex Comando dei Vigili Urbani di corso della Repubblica”: elenca Raffaele Acri, componente del coordinamento comunale di Forza Italia e candidato consigliere azzurro alle prossime elezioni amministrative del 26 maggio.

E l’esponente forzista aggiunge anche immobili che necessitano di interventi di ristrutturazione come il Palazzo del Merenda che ospita biblioteca e museo/pinacoteca cittadini. Solo per citare i casi più eclatanti. “Questo elenco dimostra l’incapacità amministrativa delle ultime giunte comunali a guida Pd ad affrontare con decisione il tema del recupero urbanistico come volano della riqualificazione socio-ambientale ed occasione di rilancio economico e turistico territoriale. Del tutto assenti i progetti di urbanistica concertata, contrattata o erga omnes. Assente anche una visione d’insieme, un approccio che ponga il bene comune e la rinascita cittadina come priorità”: aggiunge Raffaele Acri.

E c’è un caso in particolare che merita di essere citato afferma il candidato di Forza Italia alle prossime elezioni amministrative del 26 maggio: “Era il 26 gennaio di 3 anni fa quando l’Assessore con delega all’urbanistica, Francesca Gardini, rispondendo ad un intervista web tv, in merito al destino del Monastero della Ripa, affermava che era stato ripreso un tavolo tecnico, già istituito dalla amministrazione precedente, composto dal rappresentanti dell’Agenzia del Demanio, Ministero dei Beni Culturali, Soprintendenza di Ravenna e funzionari dell’Archivio di Stato, per ricercare una soluzione di impiego dell’opera con un coinvolgimento di risorse sia pubbliche che non meglio specificate private, che avrebbe previsto l’ubicazione di una sede dell’Archivio di Stato. Come è finita? Che siamo ancora alla situazione iniziale. Un esempio lampante del pressapochismo che ha ispirato l’azione della amministrazione comunale di sinistra nella cura e valorizzazione dei tesori architettonici della città”: commenta Raffaele Acri.

L’Assessore nell’intervista aveva ammesso candidamente, che i 5 anni precedenti del governo della città a guida PD non erano serviti a definire una linea concreta per il recupero del Monastero e registriamo che anche in questo mandato amministrativo che ormai volge al termine il PD non è riuscito a delineare un progetto definitivo per il recupero e la restituzione alla città dell’importante fabbricato del 1400. Qualcuno ci spieghi perché non è possibile tenerlo almeno in ordine, evitando che la vegetazione rovini ulteriormente gli stucchi e gli antichi rivestimenti?”: si chiede Raffaele Acri.

Incapacità, promesse non mantenute, e approssimazione: sintetizzano l’evidente incapacità di questa amministrazione, e nella speranza che Forlì ritrovi l’orgoglio del calendimaggio che Dante scrisse nella Sua commedia, il gruppo di Forza Italia continuerà durante questo periodo ad evidenziare le incompiute lasciate delle amministrazioni di sinistra e ricercare delle soluzione da proporre con la speranza di ricevere il mandato dagli elettori il prossimo 26 maggio per poterle realizzare”: conclude il componente del coordinamento comunale di Forza Italia e candidato consigliere azzurro alle prossime elezioni amministrative.