Operatore Alea mescola l’umido con la plastica. La politica forlivese s’indigna

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“Un video – scrive l’ex sindaco Roberto Balzani – si aggira per il web, nella tranquilla città dei Paperi: mostra un raccoglitore di Alea “infedele”, il quale mischia bellamente il contenuto di bidoncini di rifiuto correttamente separati. Esso può dimostrare:
a) che Alea ragiona come quelli di prima. Alla fine, più è il rifiuto indifferenziato da incenerire, meglio è;
b) che la persona in questione è inadeguata;
c) che il mercato dei rifiuti separati “non beve” oltre un certo punto, per cui si può anche tollerare tutto ciò;
d) n… Risposte tecniche, che non servono a me, cittadino. Io voglio trasparenza: e la società pubblica deve dare trasparenza. Non m’interessa se – come pare – essa assume la linea craxiana della “mela marcia”. Dal momento che questo servizio è stato scelto non per un vezzo, ma per un nobile e valido obiettivo ambientale (direi condiviso da un numero crescente di persone nel mondo), credo che sia indifferibile un controllo da parte degli utenti. Che fai? – direte – Non ti fidi? Sì, non mi fidavo di Hera e non mi fido di Alea. Fino a prova contraria”.

In riferimento al video di un cittadino forlivese che riprende un operatore Alea mentre conferisce i rifiuti in modo non conforme alle regole del Porta a porta, interviene il segretario del Pd forlivese, Valentina Ancarani: “L’episodio immortalato nel video è gravissimo, è giusto che Alea intraprenda una immediata azione disciplinare per sanzionare la condotta dell’operatore. Comportamenti come questo compromettono, non solo l’immagine della società, ma ledono direttamente l’intera cittadinanza, dal momento che ogni utente si sta impegnando per favorire il nuovo modello di raccolta. Occorre pertanto una vigilanza stretta, anche mediante l’istituzione di un soggetto indipendente deputato a farlo, al fine di evitare condotte che vanifichino gli sforzi dei forlivesi e compromettano la qualità del rifiuto prodotto”.

Mentre gli abitanti di Forlì e dei Comuni limitrofi sono invitati a dividere l’immondizia in diversi contenitori per plastica, carta, organico e cosiddetto «secco», ovvero «l’indifferenziato» deponendo i sacchetti nei giorni e alle ore assegnate su bidoni di differente colore, succede che un operatore Alea di notte raccolga tutto in uno stesso camion portando i rifiuti ormai mischiati e compattati dunque inutilizzabili per la destinazione finale del porta a porta. Una vergogna assoluta che si somma alle decine di casi di abbandoni dei rifiuti, o di rifiuti mai raccolti, in centro storico come nella periferia di Forlì: la prova provata che tutto non procede nel migliore dei modi, come vorrebbero far credere invece i sindaci del Pd e il direttore generale Paolo Contò, che inutilmente rassicurano”: commenta in una nota il capogruppo comunale e coordinatore cittadino di Forza Italia Forlì, Fabrizio Ragni.
Lo stesso Contò, appreso il fatto, ha rassicurato i cittadini parlando di “un caso isolato” ed ha garantito che l’azienda muoverà “una contestazione disciplinare” nei confronti dell’operatore Alea che ha raccolto i rifiuti mescolando insieme umido e plastica.
Non si risolve la questione con una semplice lettera di richiamo o con una contestazione disciplinare. Per casi come questo ci vuole il licenziamento. Inoltre, da mesi chiediamo chiarezza e trasparenza sui criteri di selezione e formazione del personale. Ma ad oggi non ci sono state fornite rassicurazioni. L’approssimazione e la discrezionalità nel servizio di gestione dei rifiuti dilagano e gli amministratori locali soci di Alea offrono una delega piena ai manager provenienti da Contarina che hanno dimostrato in realtà una gestione sempre più approssimativa e criticabilissima”: aggiunge Fabrizio Ragni.
Il capogruppo comunale e coordinatore cittadino di Forza Italia chiede ufficialmente che: “Alea metta in trasparenza tutto il ciclo dei rifiuti dalla raccolta domiciliare fino alla destinazione finale: riciclo: per carta, plastica e lattine, recupero: per umido e inceneritore per il cosiddetto «secco». Ci si dica per filo e per segno a quali impianti, o strutture, o aziende vengono inviati i rifiuti dei forlivesi, e verificheremo ‘dal vivo’ se le stime elaborate da Alea sui ricavi dallo smaltimento tramite raccolta porta a porta sono giuste. In ultima istanza faremo le nostre valutazioni”: conclude Fabrizio Ragni.

La polveriera era pronta da tempo – attacca Daniele Vergini candidato sindaco per il Movimento 5 Stelle – la decisione del Pd e dei sindaci soci di Alea (compreso Zattini) di comprimere la transizione dal cassonetto al bidoncino in soli 6 mesi per motivi evidentemente elettorali, ha costretto la startup Alea all’impossibile, compreso, a quanto pare, l’avvalersi di personale non adeguatamente formato. E l’operatore beccato a “mischiare” i rifiuti raccolti, è la miccia perfetta per innescare nuove polemiche che il Centrodestra “doppia faccia” immancabilmente coglierà con Mezzacapo e Ragni contro Alea da una parte e il candidato sindaco Zattini dall’altra per il quale invece è sempre andato tutto bene. Ma questo è un copione già visto, quello che invece mi stupisce è vedere i massimi esponenti del Centrosinistra chiedere improvvisamente nuovi controlli e addirittura un ex sindaco che dice di non fidarsi di Alea! Dov’erano questi soloni quando ancora nel 2016 chiedavamo, con un emendamento al bilancio di previsione ovviamente bocciato, l’istituzione di una “task force” della polizia municipale adibita a controlli sulla raccolta dei rifiuti (gestiti all’epoca ancora da Hera)? Quella proposta vale ancora oggi più che mai per tamponare la situazione a dir poco problematica nella quale ci hanno messo questi politici incompetenti. A nostro parere inoltre è importante coinvolgere i cittadini nei controlli istituendo meccanismi premiali per chi segnala comportamenti scorretti sia di operatori che non fanno correttamente il proprio lavoro, che di altri cittadini in malafede che abbandonano rifiuti per strada“.