Nuovo allestimento del Sacrario, Acri (FI): “Nel discorso del sindaco la discriminazione dei caduti della Repubblica Sociale”

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Ho partecipato, in rappresentanza di un’associazione d’Arma, all’inaugurazione del nuovo allestimento multimediale del Sacrario ai caduti di Corso Diaz: proiettati su muro i nomi dei caduti forlivesi della seconda guerra mondiale. I caduti degli altri eventi bellici, dal Risorgimento alla Prima Grande Guerra, sono già scolpiti in lapidi di marmo. Come ex militare di carriera, e come rappresentante di una associazione che custodisce la memoria dei caduti, sono rimasto però profondamente amareggiato dalle parole pronunciate nella cerimonia ufficiale del sindaco Drei”: a lamentarsi è Raffaele Acri, componente del direttivo comunale di Forza Italia e candidato in Forza Italia alle elezioni comunali del 26 maggio.

Il sindaco Drei, forse per compiacere i rappresentanti dell’Anpi presenti e tra i promotori dell’iniziativa, probabilmente ispirato dalla vulgata resistenziale e post comunista, ha evidenziato nel suo discorso impostato sulla fratellanza che, testuale, “le lapidi ricordano e ricorderanno solo i caduti delle Forze Armate riconosciute dalla Repubblica Italiana”, discriminando dunque ancora una volta ed in un luogo sacro a memoria di tutti i caduti , i ragazzi in divisa che morirono per seguire un diverso ideale, ma nell’amore della stessa Patria, per il quale avevano comunque giurato fedeltà”: nota Raffaele Acri.

Dispiace prendere atto che un rappresentante delle istituzioni e di tutti i cittadini, in presenza soprattutto dei ragazzi delle scuole forlivesi, abbia perso l’occasione di muovere un passo verso il riconoscimento storico non ideologizzato di una pagina tragica della nostra storia recente. Amareggiato che il sindaco non abbia colto l’occasione per dar conto di una prova di maturità che la nostra democrazia ormai merita, componendo ancora una volta quella discriminazione fra morti di serie A e morti di serie B”: commenta Raffaele Acri.

Il componente del direttivo comunale di Forza Italia e candidato in Forza Italia alle elezioni comunali del 26 maggio chiude ricordando che: “Una Nazione che non chiude i conti con la propria storia non può ricercare o promettere un futuro condiviso. Ed ai morti, di qualsiasi parte fossero stati, si deve il ricordo e la pietas cristiana di chi è chiamato oggi a ricostruire una Patria che al di là degli schieramenti: unisce ed umanamente: affratella”.