Frana-Predappio

Riceviamo e pubblichiamo la risposta della ditta Natura Verde società costruttrice della palazzina oggetto del nostro articolo.

«Nella mia qualità di socio amministratore di Natura Verde S.r.l., società costruttrice e proprietaria del fabbricato oggetto dell’articolo del Sig. D’Emilio, mi vedo costretto a puntualizzare quanto segue, con decisione e precisione, ma senza quella foga che, purtroppo, ha ispirato il mio primo intervento “a caldo” pubblicato su facebook e che mi ha indotto ad utilizzare espressioni ed epiteti non consoni, di cui mi scuso e che per questo ho rimosso, ferma restando in ogni caso la sostanza delle mie argomentazioni che, con maggiore calma, cerco di riproporre a confutazione delle fuorvianti, disinformate e disinformanti affermazioni del Sig. Franco D’Emilio.

Preliminarmente, s’impongono alcune precisazioni volte a ristabilire la verità dei fatti rispetto a quanto affermato e/o lasciato intendere nello scritto in esame:
– anzitutto, al di là degli apprezzamenti “estetici” del tutto soggettivi del Sig. D’Emilio, non è affatto vero che la nostra costruzione abbia creato e stia creando rischi di dissesto e che, come pare evincersi dall’articolo, sia stata la nostra edificazione a determinare lo sbancamento della collina retrostante, “lasciata nuda e così esposta a smottamenti per pioggia e infiltrazioni”: all’opposto, la situazione fotografata dall’estensore dell’articolo non è stata determinata dalle nostre lavorazioni, bensì da un evento franoso del febbraio 2015 originatosi e sviluppatosi al di fuori della nostra proprietà e per nulla riconducibile alla nostra attività;
– come ovvio, la nostra ditta, in base a studi e progetti realizzati da tecnici qualificati, ha ottenuto dagli Enti competenti tutte le necessarie autorizzazioni ai fini dell’edificazione, nel pieno rispetto della normativa vigente, di una costruzione realizzata con i crismi delle più recenti ed innovative tecniche a tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e del risparmio energetico: sul punto, con l’ausilio dei nostri tecnici, siamo a disposizione di chiunque fosse interessato per illustrare e dimostrare quanto affermato;
– dopo l’evento franoso del febbraio 2015, è stato necessario, con il coinvolgimento di tutti gli Enti competenti e su decisivo e lodevole impulso della Prefettura di Forlì-Cesena, un rilevante intervento di messa in sicurezza del sito, in via di completamento e tale, a detta di tutti i tecnici, da prevenire in futuro i rischi di dissesto che il disinformato estensore dell’articolo immotivatamente paventa;
– solo per il ritardo conseguente alla doverosa messa in sicurezza del sito e non certo per quanto sottinteso (quasi, almeno apparentemente, in modo compiaciuto) dal Sig. D’Emilio, gli appartamenti non sono ancora abitati: in realtà, a breve potranno ora essere completati e, quindi, venduti alle persone che hanno già manifestato il loro interesse all’acquisto.

Per queste ragioni, non c’è dubbio che l’articolo sia frutto di superficialità e mancanza di informazione e doveroso approfondimento da parte di chi l’ha scritto, ingenerando una rappresentazione quanto mai lontana dalla realtà (si pensi al riferimento continuo ad inesistenti rischi di dissesto o ad infondate accuse di offesa all’ambiente), tale da denigrare la nostra immagine imprenditoriale e da disincentivare i potenziali acquirenti degli appartamenti del fabbricato, con potenziali gravissime conseguenze dannose per la nostra attività d’impresa che, da anni, stiamo portando avanti con dedizione, impegno e correttezza verso tutti nel territorio predappiese e non solo.
Nello scusarmi se mi sono dilungato, al di là di ogni ulteriore iniziativa che verrà valutata a tutela dei nostri interessi, ho voluto semplicemente ristabilire la verità dei fatti, mentre mi scuso ancora unicamente per i toni e le espressioni infelici utilizzate nel mio primo “post” scritto a caldo a causa, come detto, di un articolo contenente valutazioni quanto mai superficiali e lontane dalla realtà e che, per questo, al di là delle intenzioni del suo estensore, ho percepito come immotivatamente provocatorio e, senza dubbio, denigratorio della nostra attività d’impresa a cui stiamo dedicando ogni nostra energia e la nostra stessa esistenza».

Nicola Matturro

La risposta di Franco D’Emilio.

«Gentile Sig. Matturro, ho letto con interesse e attenzione sua replica su 4live.it a mio articolo, condividendone lo spirito. Voglio, però, ribadire, che non ho avuto con intenti malevoli, denigratori nei confronti suoi e della sua attività di imprenditore; tanto più non è mai stato mio intento recarle danno sul piano economico. Io ho solo preso oggettivamente atto dello stato e del contesto nel quale si inserisce a tutt’oggi l’edificio, realizzato dalla sua impresa; ho solo espresso quelle perplessità e preoccupazioni che possono sorgere in un passante, predappiese e non, che passando in via Zoli, vede quel pendio fortemente inclinato sull’edificio stesso. Tengo a sottolineare che nella mia scrittura sono libero sia da condizionamenti politici sia da qualunque pressione o altra finalità. Cordialmente Franco D’Emilio».

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