Maggioranza di lotta e di governo

0

Non è questo il primo governo della Repubblica nel quale una componente abbia funto da minoranza critica o addirittura da opposizione “governativa”: basti pensare all’estrema sinistra nei gabinetti di centro-sinistra. Inedita è però la postura attuale del ministero giallo-verde, dove i due azionisti maggiori (uno reale, l’altro ancora teorico) sono nel contempo al governo e all’opposizione su tutto: con ciò occupando l’intero spazio politico e togliendo ossigeno alle opposizioni “vere”, ovvero a quelle che non siedono nel consiglio dei ministri.

Il prezzo di questa rappresentazione è l’illeggibilità di un chiaro progetto per l’Italia (tant’è che molti attori, imprese in primis, in attesa di capire non hanno effettuato investimenti); il vantaggio è il dominio incontrastato sullo spazio virtuale. La domanda è: al di là di questa virtualità sta un universo di relazioni sociali reali? Il reddito di cittadinanza e quota 100 sono stati immaginati a questo scopo: ma bisognerà poi capire se, dietro tali offerte straordinarie dall’alto, si consoliderà – alla base – un autentico “blocco sociale”.

CONDIVIDI
Articolo precedente"L’albero di Pepe" al Teatro Dragoni
Articolo successivoEnrico Letta inaugura le celebrazioni per i 20 anni del Punto Europa
Roberto Balzani, nato a Forlì il 21 agosto 1961, è uno storico, saggista e politico italiano. È professore ordinario di storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali, Università degli Studi di Bologna. È stato sindaco di Forlì, dal 2009 al 2014 è professore ordinario di Storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell'Università di Bologna (sede di Ravenna), della quale è stato preside fra il 2008 e il 2009. Ricercatore in Storia contemporanea alla Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” di Firenze dal 1992, è divenuto poi professore associato alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell’Università di Bologna e quindi professore ordinario. Fra i suoi interessi più recenti, la storia del regionalismo e del patrimonio culturale, cui ha dedicato diversi saggi, collaborando alle iniziative promosse alla Scuola Normale Superiore di Pisa da Salvatore Settis. Fra il 1992 e il 1996 ha fatto parte del consiglio d’amministrazione della Fondazione “Spadolini – Nuova Antologia” di Firenze. E’ stato a lungo componente del consiglio direttivo della Società di Studi Romagnoli, dell’Istituzione Biblioteca Malatestiana di Cesena e dell’Ibc Emilia-Romagna. Fra le principali pubblicazioni da menzionare la ricostruzione del regionalismo culturale romagnolo fra ‘800 e ‘900 (La Romagna, Bologna, 2001, ristampata con un nuovo capitolo nel 2012); inoltre, la sintesi Storia del mondo contemporaneo, Milano, 2003 (con Alberto De Bernardi), la ricerca di storia dei beni culturali Per le antichità e le belle arti. La legge n. 364 del 20 giugno 1909 e l’Italia giolittiana (Bologna, 2003) e la cura dei Discorsi parlamentari di Carducci (Bologna, 2004). Con Angelo Varni è curatore de La Romagna nel Risorgimento (Roma-Bari, 2012). Alla sua esperienza di amministratore è dedicato il pamphlet: "Cinque anni di solitudine. Memorie inutili di un sindaco" (Bologna, 2012). E’ autore di diversi manuali di storia per le Scuole medie e i Licei.