Teatro_Diego_Fabbri_di_Forlì

Per la rassegna dedicata all’arte coreutica del Teatro Diego Fabbri di Forlì – organizzata in collaborazione con Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto – giovedì 28 marzo alle ore 21,00 protagoniste del palcoscenico saranno due formazioni – L’Eolienne e Compagnie Libertovore – con Breath e Phasmes, le rispettive performance incentrate sui linguaggi del circo/danza e acrobatico.
Breath vede in scena la performer Julie Tavert in una coreografia firmata da Florence Caillon, autirce anche della musica originale; Phasmes è invece coreografato e diretto da Fanny Soriano per i danzatori Voleak Ung e Vincent Brière con musiche di Thomas Barrière.

L’Eolienne – Breath (30 minuti). Breath mette in scena una ballerina-acrobata che vibra al ritmo di una partitura musicale composta da ritmi “soffiati” e violoncello. Il respiro è un inno al corpo e alla vita. Da questa intensa danza circense, fluida e combattiva, scaturisce un’energia comunicativa. Il respiro è il mistero che si verifica in noi senza che noi lo decidiamo, in un movimento indipendente dalla nostra volontà: un respiro che respira dentro di noi. Siamo ritmi di aria e carne. Questo movimento di respirazione intima che divide l’energia nel corpo ci avvicina ai mondi interiori. Si confronta qui con il ritmo di un respiro esterno.

Compagnie Libertivore – Phasmes (30 minuti). In una suggestiva penombra, una misteriosa entità ci osserva. Una chimera muta si muove e interagisce con l’ambiente, dando vita a forme animali, minerali e vegetali. Lo spettatore viene affascinato da illusioni ottiche e apparizioni: una creatura senza testa diventa un delicato insetto che, a sua volta, diventa un’architettura aliena e strisciante. Ad un certo punto, si rivela agli occhi dello spettatore che l’entità sono in realtà due corpi che si comportano come uno; un corpo che cresce e si commuove, che rappresenta figure astratte e affascinanti. Gli artisti in scena moltiplicano le possibilità, invertendo le forze naturali con giochi di equilibrio e simmetrie, in cerca di un comune centro di gravità. Sensuale e inquietante, brutale e fragile, Phasmes inventa nuovi linguaggi acrobatici, sviluppati dai corpi crudi, tattili, trasmutabili, per interrogarci su quale sia il posto degli esseri umani nella natura. Il lavoro coregrafico di Phasmes è stato ispirato dall’improvvisazione, dai giochi di equilibrio, di simmetrie e divisioni dei centri di gravità. I due performers in scena, ispirati da elementi naturali, sono stati guidati a esplorare un’ampia gamma di sensazioni e gesti coreografici.
L’interpretazione è il frutto di una ricerca sullo stato di presenza e di relazione con se stessi. Come incarnare senza disincarnare, come mantenere la propria umanità diventando una roccia, un albero, un insetto? Le emozioni derivano dalla sensibilità ai movimenti, sia dentro che fuori il proprio corpo. I telai emotivi e coreografici sono così intimamente legati. Si tratta di mettere in discussione il corpo nei suoi stati di razionalità e istinto naturale e scoprire quali interazioni e trasformazioni possano esistere tra questi stati.

Biglietti: da 14 a 25 €. Prevendite e prenotazioni telefoniche tel. 0543/26355: martedì – sabato dalle 11,00 alle 13,00 e dalle 16,00 alle 19,00 alla biglietteria diurna del Teatro Fabbri in via Dall’Aste. Nel giorno dello spettacolo la biglietteria di corso Diaz aprirà un’ora prima dell’inizio della rappresentazione.