L’Alternativa-per-Forlì

«L’Alternativa per Forlì ritiene che il Comune di Forlì debba uscire dall’Unione dei Comuni a 15, un ente nato a seguito della improvvisazione derivata dall’assenza di qualsivoglia disegno organico di Riforma dello Stato. Principale responsabile di questa stagione è il Partito Democratico che, sull’onda populista di denigrazione delle istituzioni e dei dipendenti pubblici, ha ritenuto anche nella nostra Regione introdurre un ulteriore livello amministrativo prima che il referendum costituzionale si pronunciasse per la eliminazione delle Province.

La legge Delrio, ha consegnato ai Comuni ed alle loro Unioni, nonché ai residui delle Province delegittimate politicamente nuovi problemi organizzativi e gestionali. Ha creato scompiglio nel mondo del lavoro pubblico con perdita secca di professionalità, riducendo le capacità progettuali e gestionali del pubblico, indebolendo le funzioni di controllo della Pubblica Amministrazione.

In verità ciò che si è eliminato veramente, e da subito, è un livello di rappresentanza democratica con la soppressione dell’elezione diretta dei Consigli Provinciali. Quanto al resto si è proceduto in modo pasticciato, in ordine sparso nelle diverse regioni, togliendo funzioni non chiaramente ricollocate e indebolendo lo stesso strumento dell’unione, che in alcune realtà che hanno una maggiore uniformità geografica e tengono insieme comuni di piccole dimensioni invece funzionano ed hanno funzionato in questi anni.

Oggi ci troviamo di fronte ad una Unione a 15, la più grande d’Italia, incapace di dare servizi adeguati ai bisogni dei cittadini, con il Comune di Forlì che disperde risorse e personale e con tutti gli altri Comuni che per effetto della dimensione dell’Unione devono sopportare costi di gran lunga superiori per la presenza nella unione di figure dirigenziali. Pensiamo che i piccoli Comuni possano costituire Unioni per migliorare il loro funzionamento ma non vediamo alcuna utilità per Forlì a stare dentro l’unione.
Sosteniamo con forza la denuncia della Cgil di comportamento diretto ad ostacolare l’attività sindacale nei confronti dei lavoratori.

Riteniamo anche noi che la nuova struttura di polizia locale viene meno al principio fondativo dell’Unione dei Comuni di avere servizi vicini ai cittadini capillarmente distribuiti ed implica che molti territori sono abbandonati mettendo a rischio sicurezza e legalità.
Il candidato del centrodestra Zattini oggi dice che l’unione va rivista se non eliminata, dopo aver condiviso, da Sindaco di Meldola, ogni scelta nella Unione che ha portato al fallimento attuale. Ma certe posizioni bisognerebbe prenderle a tempo debito, non solo quando servono per racimolare voti in campagna elettorale».

Veronica San Vicente e Mattia Rossi promotori della Lista L’Alternativa per Forlì