Salone-Comunale-di-Forli

«I cambiamenti climatici, l’eccessivo sfruttamento delle acque, l’inquinamento, la canalizzazione dei fiumi, la distruzione degli habitat acquatici, la conseguente perdita di servizi ecosistemici e la mancata attuazione di importanti direttive europee sono tra le cause principali dell’attuale grave crisi idrica mondiale.

Con un incontro pubblico, in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, il Wwf Forlì-Cesena desidera sensibilizzare l’opinione pubblica sulle migliori soluzioni per un governo idrico ecosostenibile ed individuare alcune proposte per migliorare la situazione attuale, anche locale, a partire dalla ripublicizzazione del Servizio Idrico Integrato, così come richiesto dall’esito del Referendum del 2011. Il tema è di strettissima attualità, essendo in discussione alla Camera la proposta di legge Daga (dal nome della deputata relatrice) proprio sulla ripublicizzazione del SII, a partire daile prossime settimane.

Il titolo dell’incontro, che si terrà nel Salone Comunale di Forlì venerdì 22 marzo alle ore 16,30 sarà “Gestione pubblica dell’acqua: quali prospettiva di cambiamento del sistema attuale?“.
Alla relazione introduttiva da parte di Corrado Oddi, Forum Italiano Movimenti per l’Acqua, seguirà una tavola rotonda con i parlamentari locali De Girolamo (M5S), Di Maio (PD), Marrone (Lega), Vietina (FI). Conduttore e moderatore dell’incontro Alberto Conti presidente del Wwf FC. Dopo un primo giro di interventi, il pubblico è invitato a partecipare con osservazioni e possibili domande ai relatori.

Il Wwf FC, in riferimento ad alcuni interventi negli ultimi giorni favorevoli a nuovi invasi, intende rilevare che le indicazioni internazionali Onu ed europee, in corrispondenza della Giornata Mondiale dell’Acqua, sottolineano la salvaguardia del ciclo idrico naturale ed il riuso della risorsa come chiavi essenziali della gestione idrica. L’insostenibile politica di sfruttamento delle risorse idriche del territorio e di approvvigionamento basati sul solo prelievo di risorsa dall’ambiente, soprattutto da quello ad alta naturalità, causano il sistematico prosciugamento delle acque di superficie, desertificazione dei fiumi, impoverimento della falda alimentata dai fiumi. In alternativa, il riuso a fini irrigui delle acque reflue depurate, previo affinamento, filtrazione e disinfezione delle stesse, permetterebbe un ribaltamento rapido della situazione, attivando un’economia di tipo circolare e risparmiando le fonti esistenti, da destinarsi a fini idropotabili.

Gli attori responsabili delle politiche ambientali e della salvaguardia delle risorse idriche, in primis Regione ER, ARPAe, Comuni, Province, in secundis Hera e Romagna Acque, devono quindi puntare, nei tavoli di programmazione ed intervento, agli obiettivi del riuso ed all’attuazione del “ciclo integrato delle acque con recupero”. A tal fine sono già stati individuati nella nostra Regione 24 impianti, ritenuti idonei al recupero per il riutilizzo irriguo con previsioni di costi, per la messa a regime del sistema di recupero acque reflue, pari a circa 100-150 milioni per tutta la Regione contro i 300-500 milioni di euro per gli invasi ipotizzati da Romagna Acque senza contare il devastante impatto ambientale. Sussistono pertanto i presupposti per un confronto con tutti gli attori istituzionali per esporre ai cittadini nella loro completezza gli aspetti della problematica idrica, premessa necessaria per decisioni responsabili».

Alberto Conti presidente WWF FC.