Corso-Mazzini-a-Forlì foto di Renzo Zilio

Ieri mattina si è tenuta l’apertura della prima stanza del progetto “Il bello che non ti aspetti” progetto per il miglioramento della percezione di sicurezza del quartiere Borgo San Pietro di Forlì. Si tratta di uno spazio espositivo, in corso Mazzini 21, in cui saranno presenti più di 70 artisti e ospiterà le loro opere che cambieranno settimana dopo settimana. Ha parlato di questo argomento, Nicolò Pace, un ragazzo del gruppo informale “ArtInfo” che insieme all’ ex associazione “MAF” hanno deciso di partecipare all’ iniziativa di valorizzazione del corso.

Dopo due settimane di lavori di ripristino dei locali il 3 marzo hanno aperto in maniera informale per iniziare l’allestimento. L’inaugurazione vera e propria della sala si terrà sabato 9 marzo. Il progetto “Idee in corso” vede tante persone e associazioni coinvolte per la popolazione del centro storico. Oggi si conclude il modello della sicurezza urbana, dice il sindaco di Forlì Davide Drei: dall’anno scorso è nato “Progetto Forlì città sicura” una collaborazione tra il Comune di Forlì e la Regione Emilia Romagna, per collegare le persone che abitano in uno stesso quartiere, in questo caso del quartiere San Pietro.

Si vogliono dare risorse alle attività delle varie realtà associative, ristrutturando gli spazi e creando una società più coesa. Non è sufficiente ristrutturare solo dal punto di vista architettonico, ma anche da quello culturale. Si sono identificate varie realtà associative già presenti sul territorio, tra cui Regnoli41, Casa Wolden, La Casa del Cuculo e La materia dei Sogni, da cui è poi nato il progetto “Il bello che non ti aspetti”.

Da settembre, così, è nata un’associazione di lavoratori e cittadini con pari dignità per portare avanti questo importante percorso per il nostro centro storico. Bisognava contattare i proprietari di proprietà dritte e chiedere se davano il comodato d’uso: le attività hanno accettato nella speranza di farsi conoscere dalla città: vanno messe in luce le zone d’ombra esaltando la bellezza, soprattutto dei luoghi dimenticati e degradati.
Sarebbe bello che i cittadini siano attivi nei progetti di riqualificazione, come era avvenuto in passato per via Giorgio Regnoli, che è stata un po’ la chiave di svolta della situazione.
Sono nati quindi eventi che facevano parte di un progetto di risvegliare energie e fare tanti eventi per costruire una buona rete sociale nel centro storico.

Sara Sartoni