I Verdi: “Non si affida la cura delle alberature a dei boscaioli. Chiederemo i danni”

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«Quello che paventavamo si è puntualmente avverato. Numerosi esemplari di pini che si ergevano maestosi nelle vie Piancastelli ed Icaro sono stati fatti oggetto di interventi di capitozzatura che hanno consentito di recidere branche di grosso diametro, in alcuni casi della stessa dimensione del tronco, anche di 50–60 cm. di diametro. Gli interventi messi in atto confliggono con le buone tecniche di gestione dei pini che chiunque può leggere in letteratura tecnica. Si è trattato della solita corsa contro il tempo verso la una così detta messa in sicurezza del numero più elevato possibile di esemplari, fatto che non ha affatto favorito nè un’accurata analisi e tantomeno interventi consapevoli e ancor meno risultati in termini di sicurezza…

Si è fatto esattamente il contrario di ciò che si doveva fare: si sono tagliate le grosse branche più basse e ciò confligge con la capacità di resistenza agli eventi atmosferici che l’albero autonomamente ha sviluppato nel tempo. Afferma la tecnica: “Eliminando importanti branche in fase adulta, la pianta tenderà ad emettere nuova vegetazione nelle parti più alte aumentando ulteriormente e innaturalmente le dimensioni. Innalzando il punto di applicazione delle forze del vento aumenterà la leva e così le forze esercitate sull’apparato radicale, già di per se debole”. Si legge in letteratura: “Meno vegetazione sta a significare meno capacità aerodinamica da parte dell’albero, e non maggiore sicurezza come è sovente pensare. Per finire, buona parte delle radici che prima serviva tali porzioni di chioma, cessa di funzionare e muore, andando ad indebolire ulteriormente la stabilità generale.

Gli unici interventi da adottare nei confronti di Pinus pinea in fase adulta, devono essere volti all’alleggerimento dei carichi e alla riduzione delle leve (potatura di diradamento), all’eventuale contenimento della chioma tramite tagli di ritorno, ed alla sempre necessaria rimonda del secco“. Il Comune ha avuto come consulente fino a poco tempo fa uno dei maggiori esperti in materia di pini, (chiedendoci perché mai non l’abbia interpellato), coautore fra l’altro dell’integrazione del “Piano del Verde”, peraltro mai adottato dalla Amministrazione, nel quale si legge, (chiedendoci perché mai non l’abbia interpellato) a proposito degli ex maestosi pini di via Piancastelli e di via Icaro: “Via Piancastelli, Via Icaro, Via XXX Stormo – (Tipologia 1).

Da un punto di vista arboricolturale, queste vie presentano esemplari di Pino architettonicamente suggestivi e di buon valore botanico. Potrà essere quindi mantenuta la stessa specie, a patto che si allarghino i marciapiedi e si proceda alla definizione di un senso unico per la direzione di marcia della viabilità stradale”. Invece di fare ciò che si doveva le seghe dei boscaioli comunali hanno inferto danni gravissimi e irreversibili a un patrimonio di grande valore ecologico e ambientale e, nel caso di via Piancastelli, la strada di King’s Bay, la Baia del Re, anche di valore storico testimoniale.

Abbiamo compiuto un sopralluogo con tecnici qualificati che hanno confermato i danni che abbiamo rilevato. Poiché si tratta di danni al patrimonio della nostra città, danni che sono misurabili secondo tecniche e metodologie scientificamente determinate abbiamo incaricato un legale di nostra fiducia di citare in giudizio per danni il Comune di Forlì. È ora di smetterla con un metodo che porta all’impoverimento e alla manomissione di un patrimonio di cui gli stessi testi comunali riconosce valore, qualità e insostituibili funzioni in ordine alla riduzione del calore, miglioramento della qualità dell’aria, contributo alla riduzione della CO2».

Federazione dei Verdi di Forlì-Cesena