Polizia-Municipale

«Contestiamo il perdurante comportamento tenuto dall’amministrazione, ostativo alle prerogative sindacali e lesivo delle libertà sindacali garantite dalla legge e dalla contrattazione collettiva. In più occasioni, nel corso degli ultimi tempi i rappresentanti dell’Amministrazione hanno ostacolato il sindacato nello svolgimento della sua attività di tutela degli interessi dei lavoratori. Infatti l’Amministrazione Comunale ha, in generale, prorogato diverse posizioni organizzative in scadenza, ovvero ne ha disposte di nuove nel settore della Polizia Locale con compiti e funzioni modificate ed accresciute rispetto alla precedente assegnazione, omettendo di dare all’organizzazione sindacale la dovuta informazione e di confrontarsi seriamente con essa in una materia indubbiamente attinente al governo ed alla organizzazione del personale, addirittura procedendo a nomine di personale privo del prescritto titolo di studio, attribuendo agli ispettori di Polizia Locale funzioni di commissario, ha distolto personale di Polizia Locale da compiti istituzionali operativi di prevenzione e controllo per adibirlo a compiti amministrativi di pertinenza del Suap, facendo addirittura coincidere su un’unica posizione lavorativa di vice comandante funzioni amministrative ed operative.

Tutti i riportati comportamenti, ed altri, sono stati attuati con una serie di atti e provvedimenti che di fatto hanno realizzato una riorganizzazione del Corpo della Polizia Locale culminata con la discussione, in sede di Giunta, di un nuovo regolamento organizzativo, senza che venisse preventivamente presentato all’organizzazione sindacale, né fornendole gli elementi necessari ed utili per valutarlo e poterne discutere con l’Amministrazione. La qual cosa era invece necessaria perché si veniva a realizzare una modifica delle condizioni di lavoro del personale, della distribuzione degli uffici e dei servizi, nonché una innegabile ricaduta sulla collettività ed utenza.

L’Amministrazione si è anche distinta nel non voler concedere al personale di Vigilanza il diritto sindacale di riunirsi in assemblea adducendo inesistenti “condizioni eccezionali” per il concomitante svolgimento di manifestazioni, senza voler considerare che si trattava di manifestazioni programmate in anticipo che, pertanto, facevano venire meno il carattere della imprevedibilità delle stesse, con conseguente ingiusta limitazione del diritto di assemblea a tutta una categoria di personale. Infine ulteriore atteggiamento lesivo delle prerogative sindacali è stato quello consistente nel negare sostanzialmente la informazione all’organizzazione sindacale in merito ai dati afferenti la prestazione del lavoro straordinario effettuato dal personale dell’Unione nei diversi servizi ed uffici.

I descritti comportamenti realizzano una ipotesi lampante di condotta antisindacale o comunque ostativa all’esercizio dei diritti sindacali garantiti dalla legge e dai contratti collettivi, obiettivamente idonea ad ostacolare o limitare o mortificare l’attività del sindacato ed impedire o limitare l’esercizio dei diritti sindacali, ed in particolare il diritto della Cgil FP ad una corretta informazione preventiva e successiva nonché al confronto sulle questioni inerenti l’organizzazione degli uffici e dei servizi e l’impiego del relativo personale. Il danno che ne riceve la Cgil FP è rilevante sia sotto il profilo della impossibilità di elaborare con i propri iscritti e simpatizzanti una piattaforma sindacale da proporre in sede di contrattazione aziendale; sia sotto il profilo della perdita di credibilità rispetto al personale dipendente. Pertanto la concreta possibilità che gli illegittimi impedimenti ed omissioni da parte dell’Amministrazione tornino a ripetersi giustificherebbero indubbiamente l’interesse della Cgil FP ad ottenere un provvedimento giudiziale che imponga una regola di comportamento per il futuro, obbligando la stessa Amministrazione al rispetto del chiaro dettato contrattuale.

L’antigiuridicità o meglio l’antisindacalità del comportamento posto in essere dall’Unione deriva inoltre non solo dall’oggettiva inosservanza di specifici obblighi di contenuto positivo imposti alla stessa dalla contrattazione collettiva, bensì anche dalla violazione dei principi generali di buona fede e correttezza, che governano le relazioni sindacali, imponendosi come connotati intrinseci del comportamento cui in generale sono tenute le parti sociali. Con il descritto comportamento l’Amministrazione ha comunque oggettivamente impedito al sindacato Cgil FP di tenere la programmata assemblea con il lavoratori della Polizia Locale, di discutere con questi le insorte problematiche lavorative, di confrontarsi con l’Unione in merito alla riorganizzazione dei servizi, uffici e personale della Polizia Locale; inoltre ha omesso la dovuta risposta a diverse note sindacali, tra cui la richiesta inviata alla stessa Amministrazione ed al Prefetto della Provincia di Forlì Cesena il 21 dicembre scorso di ripristino di corrette relazioni sindacali. E’ evidente allora che la gravità del comportamento dell’Amministrazione va ben oltre quello già significativo della negazione del diritto alla completa informazione ed al confronto, discendendone l’ulteriore lesione dell’immagine della organizzazione sindacale ricorrente. E’ innegabile, infatti, che il comportamento amministrativo descritto comporta un pesante discredito della Cgil FP che vede non solo vanificare i propri sforzi ma che soprattutto appare ai lavoratori un interlocutore privo di forza contrattuale.

E secondo la giurisprudenza, “pone in essere un comportamento antisindacale il datore di lavoro che violi norme di accordi collettivi con modalità tali da screditare l’immagine del sindacato” e ciò “anche se un’effettiva svalutazione non si sia realizzata in concreto, essendo sufficiente l’idoneità della violazione a ledere, almeno potenzialmente, il bene tutelato”. Tutto ciò premesso si diffida l’Unione Comuni Romagna Forlivese, in persona del suo presidente in carica (Giorgio Frassineti ndr), dal continuare nel descritto comportamento ostativo e limitativo dei diritti e delle prerogative sindacali».

FP Cgil di Forlì