Presidente della Provincia Fratto

«È incredibile come, dopo decenni di lotte congiunte, uomini e donne insieme, le donne continuino a vivere in una condizione di inferiorità sia sul piano economico che su quello civile, e siano ancora oggetto di atavici pregiudizi, ritornati di moda, che colpiscono nel profondo la loro dignità. La donna è ancora esclusa da una serie di attività e di diritti per motivi come la paventata inferiorità fisica oppure per il suo ruolo di madre, al quale è anche legata la bassa partecipazione al mercato del lavoro. Carriere discontinue, con redditi inferiori agli uomini, anche per via del ricorso al part time “di cura”, rappresentano condizioni che incidono sulle posizioni previdenziali utili all’accesso alla pensione di vecchiaia. La gestione dei tempi di lavoro e di cura dei figli, ed ora anche degli anziani, rappresenta una dimensione rilevante per il tema dell’occupazione femminile. Al crescere del numero di figli e degli impegni familiari diminuisce proporzionalmente il tasso di occupazione femminile» scrive in una nota Gabriele Fratto.

Anche l’istruzione – continua il presidente della Provincia di Forlì-Cesena – gioca un ruolo rilevante nell’ambito delle dinamiche occupazionali. Per le donne laureate la maternità non ha un impatto così significativo sulla partecipazione al mercato del lavoro, anche all’aumentare del numero di figli, acquistando i servizi di cura sul mercato dei servizi privati. Cambia la situazione per le diplomate e per le donne con la sola licenza media, il cui tasso di occupazione scende ulteriormente se sono mamme, essendo i costi sostitutivi alla cura dei figli (asili nido e baby-sitter) non coperti dai livelli di reddito“.

Queste informazioni, al di là dei dati percentuali consultabili in qualsiasi sito specialistico, ci dicono che il nostro sistema presenta ancora una bassa capacità di utilizzare tutto il potenziale di lavoro femminile di cui dispone e che le politiche di genere devono essere una strategia trasversale per una società e un’economia più dinamiche, eque e inclusive.
Come presidente della Provincia di Forlì-Cesena considero le discriminazioni di genere, gli stereotipi, l’attuale rigidità del lavoro, soprattutto femminile, e la scarsità degli aiuti per conciliare carriera e famiglia priorità che farò valere in qualsiasi contesto istituzionale, facendo mio l’obiettivo di sensibilizzare la comunità economica e sociale provinciale a favore della parità di genere. Rimuovere le condizioni di discriminazioni che limitano, di fatto, la libertà e l’uguaglianza fra cittadini, impedendo il pieno sviluppo della persona umana e la partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione economica e sociale del Paese è un principio della nostra Costituzione che tutti dovremmo ricordare di rispettare.
C’è tanto lavoro da fare, lo dicono i dati, lo dicono i fatti ma lo dice anche il cuore. Io ci sono”.