teatro Verdi Forlimpopoli

Donna solidalevenerdì 8 marzo alle ore 21,00 al Teatro Verdi di Forlimpopoli. Pensieri parole musica ed emozioni sull’universo femminile a cura di artiste, musiciste, casalinghe, mamme, cuoche, manager sul palco del Teatro Verdi donne che hanno aderito con spontaneità al progetto di Sorellanza.
A Forlimpopoli grazie ad una idea di Veronica Gonzalez per il primo anno il Teatro Verdi ospiterà un momento spettacolare corale dove il concetto di sorellanza e solidarietà saranno il leitmotiv della serata: tutto per beneficenza.

L’8 marzo dunque è Donna Solidale a Forlimpopoli e tutto grazie all’energia che Veronica Gonzalez ha saputo trasmettere al gruppo di lavoro che si è creato attorno a questo progetto, Veronica è una artista Argentina ma vive a Forlimpopoli che grazie al suo lavoro gira il mondo e più di ogni altra donna ha la possibilità di rendersi conto della condizione femminile che ancora oggi nonostante in Romagna si viva in una realtà tra le più felici, è in una condizione di disagio, fragilità e sopruso. Proprio per questo e attraverso il concetto di Sorellanza si è fermamente voluta questa serata che per il primo anno vede insieme un gruppo di donne che vivono e lavorano tra Forlimpopoli e Cesena.

Una serata che è patrocinata dal Comune di Forlimpopoli e che vuole omaggiare le donne attraverso il lavoro di alcune associazioni e realtà tra le più attive del territorio ,per lasciare sempre acceso il focus sui diritti delle donne nel mondo.
Sul palco del Teatro Verdi per un’ora e trenta un carosello di situazioni dagli sketch con i piedi che hanno reso famosa nel mondo Veronica Gonzalez ai ballerini di tango argentino dell’associazione Medialuna, dalle letture al femminile da parte di Marie Rascoussier accompagnata dall’arpa di Regine Kohne al canto di Ernrichetta Maffei all’istallazione artistica a cura di Paola Gatti della galleria d’arte a Casa di Paola, naturalmente a Forlimpopoli non poteva mancare Casa Artusi e le mitiche Mariette con la loro cultura del gusto e il gusto della cultura, anche loro sul palco a raccontare come la cucina sia stata un punto di orgoglio e di forza per un territorio povero come lo è stato la Romagna che grazie alla creatività delle “azdore” sopratutto con la minestra, che nell’Artusi è indicata come la biada dell’uomo, sono state in grado di sfamare e rallegrare la famiglia intera, con “quel che c’è, quando c’è”.

La serata sarà condotta da Fabiola Crudeli attrice, drammaturga e regista; fondatrice della compagnia Teatrale Fuoriscena di Cesena, una donna che nel suo lavoro compie costantemente una ricerca sul ruolo della donna in relazione al contesto sociale contemporaneo. Gli intervalli musicali invece saranno affidati a Elena Canarecci che con il suo flauto traverso spazierà tra la musica più contemporanea ai grandi classici.
Queste le parole di Veronica ”ringrazio le mie amiche donne e sorelle che hanno aderito con entusiasmo all’iniziativa mettendo ognuna di loro a disposizione la propria competenza, il proprio talento e il tempo necessario affinché l’alchimia fosse perfetta; tutto ciò è motivo d’orgoglio perché sono riuscita a creare entusiasmo e sorellanza fra le donne di Forlimpopoli un seme che con questa serata germoglierà e crescerà portando linfa vitale e fierezza a tutta la comunità”.

Donna solidale è un movimento spontaneo, quest’anno lavora sul locale fermo restando la sensibilità alle problematiche internazionali e che durante l’anno vorremmo sviluppare delle azioni di sensibilizzazione all’universo femminile. Azioni non banali ma d’impatto e forza.
Un progetto a valenza internazionale, infatti, l’immagine visual e la locandina sono state realizzate da Rocio Matosas una poliedrica artista uruguaiana che grazie alla sua amicizia con Veronica ha messo a disposizione la sua arte curando la parte grafica del progetto e come sempre più spesso avviene in questo mondo fluido tutto via etere. Alla fine della serata Mariette e Casa Artusi addolciranno il palato e offrono un brindisi e una torta mimosa.
Il ricavato della serata sarà devoluto al progetto “bambini del mondo” e in particolare alle madri in difficoltà con bimbi neonati in Eritrea.