Si è conclusa un’altra giornata di festa a CavaRei con l’inaugurazione del Centro Residenziale socio-riabilitativo per giovani con disabilità importanti, ultimo tassello della struttura in legno di via Bazzoli, nel quartiere Cava di Forlì.
Grande risposta della comunità forlivese, con circa 200 persone partecipanti che hanno mostrato una volta di più il legame speciale tra CavaRei e il territorio. Presenti al taglio del nastro anche l’assessora regionale Emma Petitti, il sindaco di Forlì Davide Drei, il vescovo Monsignor Livio Corazza, il presidente della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, Roberto Pinza, il presidente di Confcooperative Nazionale Maurizio Gardini, il sottosegretario alla Giustizia Jacopo Morrone, il deputato Marco Di Maio, il sottosegretario alla Cultura Lucia Borgonzoni e tanti altri rappresentanti istituzionali, del mondo delle imprese e associativo.
Il nuovo Centro Residenziale CavaRei si estende su 400 metri quadrati al primo piano della palazzina dedicata all’assistenza (al piano terra c’è il centro socio-riabilitativo diurno) ed è pronto a ospitare 12 giovani con disabilità gravi, di cui 10 accreditati provvisoriamente dal Comune di Forlì e AUSL della Romagna e 2 a libero mercato. Al suo interno lavoreranno 7 operatori.

Con questa inaugurazione CavaRei completa il progetto nel quartiere Cava, un’opera realizzata per rispondere ai bisogni della comunità forlivese, ma anche insieme a questa comunità e alle sue imprese: senza il loro contributo oggi non saremmo qui – spiega Maurizia Squarzi presidente di CavaRei Impresa Sociale -. Più che un cerchio che si chiude, è un cerchio che si apre all’accoglienza, al lavoro, alla vita quotidiana con i ragazzi disabili che abiteranno il nuovo centro”.

I primi ospiti saranno 7 ragazzi dai 26 ai 40 anni provenienti da altre strutture residenziali CavaRei; si procede così a una razionalizzazione delle strutture per fascia d’età, favorendo la socializzazione tra coetanei. All’evento è intervenuta Emma Petitti, assessora regionale al bilancio, riordino istituzionale, risorse umane e pari opportunità, sottolineando che “siamo di fronte a un tema, sanitario e sociale al tempo stesso, di grande delicatezza e attualità. L’Emilia-Romagna si conferma la Regione con il Fondo regionale per la non autosufficienza più alto in Italia: lo diciamo con orgoglio perché per noi è una priorità non lasciare sole le persone in condizioni di fragilità, chi le assiste e le loro famiglie. Ciò che rende unica l’esperienza della nostra Regione è inoltre la rete dei servizi realizzata per rispondere alle diverse tipologie di bisogni. Per questo va il mio plauso alla Cooperativa sociale CavaRei, per l’impegno quotidiano ad erogare servizi fondamentali, a svolgere attività preziose e a dar vita a luoghi, come quello che si inaugura oggi, che esprimono i valori dell’attenzione all’altro, dell’integrazione, della solidarietà”.

Quella di oggi – dichiara Roberto Pinza presidente della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, che ha sostenuto la realizzazione di CavaRei fin dalla sua fase progettuale – è una giornata importante, non solo per CavaRei e per le realtà che vi operano quotidianamente, quanto per il quartiere della Cava e per la città di Forlì nel suo complesso. CavaRei è infatti un progetto di impresa sociale capace di porre la nostra città all’avanguardia nel campo dei processi di integrazione e di costruzione della coesione sociale, un vero e proprio modello esemplare, non solo per chi opera nel terzo settore a livello locale ma per le esperienze più avanzate a livello nazionale”.

CavaRei è un bellissimo esempio di quanti benefici per il territorio la cooperazione sociale riesca a generare – dice Maurizio Gardini presidente Confcooperative -. Dove c’era un’area abbandonata, ora sorge un edificio eco-compatibile in legno che accoglie decine di persone con disabilità tramite gli inserimenti lavorativi, persone che altrimenti sarebbero a carico della collettività e non avrebbero prospettive occupazionali. Il Centro Residenziale che oggi inauguriamo è un nuovo tassello che si aggiunge a questo mosaico per dare risposte alle famiglie con situazioni di grave disabilità, alle quali servono prospettive per il futuro rispetto al tema del ‘dopo di noi’.
A CavaRei si fa innovazione sociale perché si sperimenta un nuovo modo di fare welfare, dove la disabilità diventa una risorsa e viene messa a disposizione di tutti, con nuovi servizi offerti alla comunità”.