Alea-rifiuti

Il Tavolo delle Associazioni Ambientaliste di Forlì proposito della raccolta Porta a Porta esulta perché grazie alle tariffe puntuali di Alea le aziende potranno scaricare l’Iva al 10% dalle imposte fiscali. Un risparmio che non è consentito però alla gran parte degli utenti, ovvero le famiglie, le casalinghe, i pensionati che infatti pagheranno di più rispetto a prima. E dimenticandosi di aggiungere che alle cifre in ‘bolletta’ gonfiate dall’Iva si dovrà sommare anche un ulteriore 5% pari alla relativa addizionale provinciale” attacca il consigliere di Forza Italia Fabrizio Ragni.

Gli ambientalisti – continua l’azzurro – citano un generico risparmio complessivo del costo del servizio di Alea rispetto al precedente servizio Hera, dimenticandosi di ricordare che si tratta di un risparmio che interesserà soltanto gli enti pubblici e non equivale ad un effettivo risparmio in bolletta per il semplice cittadino-utente, e oltretutto si parla di un risparmio sostanzialmente a saldo zero e senza l’introito della ripartizione degli utili che Hera garantiva agli enti locali. Il Tavolo degli Ambientalisti si esercita in un calcolo preventivo dei ricavi stimati dalla vendita delle frazioni differenziate di rifiuti senza attenersi all’andamento ‘ballerino’ dei mercati interni e internazionali del riciclo di: carta, plastica e vetro che penalizzano sempre di più l’Italia“.

Gli ambientalisti fanno eco ai manager Alea dicendo che a febbraio sono state bruciate 2000 tonnellate di rifiuto indifferenziato in meno rispetto al mese di febbraio del 2018, dimenticandosi di dire che questo non equivale automaticamente ad una minore quota di materiale da incenerire. Infine, addirittura, il Tavolo delle Associazioni Ambientaliste di Forlì auspica il prolungamento dell’incarico a Contarina e Contò fino al 2020, così che la prossima amministrazione comunale dovrà sobbarcarsi un progetto di governante non negoziabile. Tutte informazioni confuse e che confondo, anche un po’ fuorvianti, e che non tengono conto dello stato dei fatti e degli effetti che il (mal)servizio attuale di gestione rifiuti sta producendo alla città: sacchi di rifiuti abbandonati nei fossi, agli angoli delle strade, ritirati con cadenza irregolare nelle aree dei supermercati o in strutture pubbliche e private. Bidoni non consegnati e file o tempi di attesa insostenibili per mettere in contatto utenti e personale. Negare la realtà non aiuta a migliorare il servizio e non aiuta la collettività ad avere il giusto quadro della situazione” conclude Ragni.