Forlì inquinata

Il presidente di Alea Ambiente, Daniele Carloni, ha dichiarato due giorni fa che con Alea s’è già ridotto del 43% il rifiuto indifferenziato prodotto dal territorio gestito dall’azienda e che soltanto nelle prime due settimane di febbraio è stata ridotta di quasi 1000 le tonnellate, rispetto allo stesso periodo del 2018, la portata del ‘secco non riciclabile’ destinata all’inceneritore.

A queste esternazioni replica il capogruppo comunale e coordinatore forlivese di Forza Italia, Fabrizio Ragni, che puntualizza: “Da quando la portata dell’impianto Hera a Coriano è stata portata a 120mila tonnellate annue di rifiuti urbani, quella quota è sempre stata raggiunta anche negli ultimi anni di (minore) sperimentazione di raccolta differenziata in alcuni quartieri di Forlì. E, siamo pronti a scommetterlo, anche quest’anno sarà mantenuto questo limite dalla potenzialità massima dell’inceneritore e se verranno conferiti ai forni meno rifiuti grazie al nuovo sistema di raccolta differenziata, il materiale mancante sarà rimpiazzato da altri rifiuti provenienti dai Comuni limitrofi. Con il totale che alla fine resterà lo stesso, ovvero quelle 120mila tonnellate massime autorizzate a garantire (secondo Hera) la tenuta del sistema di smaltimento tarato su scala provinciale e regionale”.

Fabrizio Ragni ricorda l’esistenza di un accordo fra Regione e Comune che garantirebbe l’assenza di trasferimento a Forlì di rifiuti provenienti da fuori Emilia-Romagna, un’intesa che non esclude però che la portata sia diversa da quella che Hera ha fissato per sfruttare per far funzionare il termovalorizzatore.
Vogliamo che sia il sindaco Davide Drei in persona a dirci nella prossima seduta del consiglio comunale se gli sforzi dei forlivesi alle prese con il nuovo sistema di raccolta differenziata verranno premiati con una conseguente riduzione effettiva, autentica, di rifiuti da far bruciare o se verranno letteralmente vanificati con il mantenimento della portata di 120mila tonnellate annue di rifiuti urbani da conferire sempre e comunque all’impianto di Via Grigioni gestito da Hera Ambiente. Chiederemo lumi con un apposito question time e si dovrà chiarire una volta e per tutte se sia possibile rinegoziare con Hera i conferimenti e magari tornare alla potenzialità dell’impianto di incenerimento di più di 10 anni fa che era fissata in 60.000 tonnellate annue. Ricordando che i tre punti fermi che ci vedono favorevoli alla costituzione di Alea sono: la riduzione dei rifiuti, la diminuzione delle tariffe e lo spegnimento dell’inceneritore. Se una di queste variabili non dovesse essere centrata la nostra critica sarà dura e senza sconti”: conclude Fabrizio Ragni.