«La crisi edilizia è una realtà che da tanti anni purtroppo ha colpito tutto il Paese e anche le nostre città. Crisi che si porta dietro un indotto impensabile, dalle progettazioni, alla fornitura di servizi, con il fallimento, la chiusura, la moria di imprese e la conseguenza perdita di occupazione. Tutto ciò crea cassa integrazione, precariato, disoccupazione, con ammortizzatori sociali inadeguati. Di chi è la colpa? Chi ci ha guadagnato con queste politiche urbanistiche e abitative del tutto sbagliate e fuori controllo?

Il punto incomprensibile e del tutto inaccettabile è che ci siano migliaia di alloggi vuoti e sfitti, migliaia di fabbricati artigianali e industriali degradati e abbandonati e contemporaneamente sempre più gente sia senza casa, nell’impossibilità di affittare o comprare un alloggio perché le banche non erogano a chi non ha contratti a tempo indeterminato! Ogni giorno intere famiglie vengono sfrattate con la forza, costrette a pagare affitti altissimi che non possono permettersi e ad occupare spazi impensabili pur di avere un tetto sulla testa. Città sempre meno a misura di persona con periferie ghetto e private dei servizi essenziali.

Non può sorprendere che in un quadro così desolante, imprese piccole, medie e grandi, anche storiche, come la “Giuliani infissi” a Forlì, la “Cmc” di Ravenna, ma anche Cocif o Technogym del cesenate (e tante altre), siano in grave crisi. Tanti, troppi i posti di lavoro a rischio e a pagare il prezzo più alto sono sempre gli operai, gli sfruttati e quel “ceto medio” che in questi anni ha visto crollare ogni certezza. Impossibile credere alle bugie di chi ci governa o alle tardive (sempre peggio) prese di posizione dei sindacati confederali.

Come uscire da questa situazione senza un piano straordinario per la messa a disposizione di alloggi sociali, di recupero edilizio, di riqualificazione delle periferie? Bisogna investire nella qualità del lavoro e nei diritti dei lavoratori: questa è la priorità! Inutile cercare di risolvere il problema partendo dalla fine. È necessario cambiare la visione politica che prevede lo sfruttamento del suolo e la cementificazione selvaggia laddove sarebbe più socialmente utile e sensato la riqualificazione e il recupero di edifici già esistenti».

Potere al popolo Forlí Cesena