Fabrizio Ragni

Ritengo che uno dei primi atti della nuova amministrazione comunale di Forlì, posto ed assodato che a fine maggio il centrodestra garantirà il ricambio politico dopo più di  sessant’anni di potere comunista e di sinistra, dovrà essere la convocazione degli Stati generali dei beni culturali di Forlì e del comprensorio, con la nostra città come guida delle località limitrofe. Un atto necessario, perché la gestione del patrimonio artistico possa produrre concretamente un ritorno turistico e benefici economici ed occupazionali“.
A lanciare la sfida è il capogruppo comunale e coordinatore di Forza Italia a Forlì, Fabrizio Ragni, nel giorno del vernissage della mostra sull’Ottocento al San Domenico, che lo vedrà presente all’evento pubblico al teatro Diego Fabbri, venerdì 8 febbraio alle 17,00.

Una mostra fantastica – commenta Fabrizio Ragni – che si trova d’accordo con le prime esternazioni di Vittorio Sgarbi, presente venerdì mattina in conferenza stampa. Una bellissima mostra che dovrebbe, però, essere affiancata ad un rinnovato impegno pubblico di coordinamento e slancio dei soggetti (associazioni, circoli, fondazioni, comitati e singoli artisti) che ruotano attorno al mondo delle belle arti. L’ente pubblico, a fronte di una delega in bianco che è stata concessa dalle amministrazioni della sinistra ai tanti soggetti diversi ed esterni (dalla fondazione e direttori artistici di mostre e teatri…), potrebbe riacquistare un ruolo importante nell’innalzare i forlivesi ad una più alta considerazione del loro patrimonio storico-artistico, troppo spesso: dimenticato, abbandonato o in forte stato di degrado”.

La città è governata, ma sarebbe meglio dire: sgovernata, dal Pd da così tanti anni che nella gestione dei beni culturali siamo alla stasi, siamo addormentati. Succube di un sistema politico clientelare che ha svenduto a Bologna ed all’Emilia un ruolo che ci competeva per storia e blasone. Necessita una ripresa di coscienza e una riscoperta dell’identità locale in una proiezione regionale, nazionale ed anche universale senza alcun complesso di inferiorità. La nostra città, anche in ambito storico-culturale, deve riconquistarsi il suo spazio in Emilia-Romagna”: conclude Fabrizio Ragni.