Maduro, Putin, Salvini e il Governo

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Osservate: il governo italiano sta tenendo, nei confronti del Venezuela, una posizione ridicola. Maduro, al di là di Chavez e del bolivarismo vero o presunto, è chiaramente fuori dalla storia. Tutti i grandi paesi d’Europa sostengono logicamente Guaido’, il quale è l’unico attore nell’arena in grado di gestire elezioni regolari. Salvo l’Italia. Perché? Da un lato, c’è l’estremismo ideologico del M5S e della sua componente simil-guevarista; dall’altro, Salvini, il quale tuona in Tv contro “l’ultimo dittatore comunista”, salvo poi, nei suoi post, parlar (soprattutto) d’altro, per creare un po’ di cortina fumogena.

Tanta prudenza, nella bocca di un neo-nazionalista, si può spiegare solo guardando ad Est, ai generosi “amici” di Mosca, a quelli che danno suggerimenti alla nostra politica estera (che si salva, in corner, grazie alle ragionevoli parole di Sergio Mattarella). Eh, sì, l’Italia non è più quella di una volta. Però io, personalmente, mi sento sempre dalla parte dell’Occidente. Che farà anche schifo, ma meno degli altri.

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Roberto Balzani, nato a Forlì il 21 agosto 1961, è uno storico, saggista e politico italiano. È professore ordinario di storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali, Università degli Studi di Bologna. È stato sindaco di Forlì, dal 2009 al 2014 è professore ordinario di Storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell'Università di Bologna (sede di Ravenna), della quale è stato preside fra il 2008 e il 2009. Ricercatore in Storia contemporanea alla Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” di Firenze dal 1992, è divenuto poi professore associato alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell’Università di Bologna e quindi professore ordinario. Fra i suoi interessi più recenti, la storia del regionalismo e del patrimonio culturale, cui ha dedicato diversi saggi, collaborando alle iniziative promosse alla Scuola Normale Superiore di Pisa da Salvatore Settis. Fra il 1992 e il 1996 ha fatto parte del consiglio d’amministrazione della Fondazione “Spadolini – Nuova Antologia” di Firenze. E’ stato a lungo componente del consiglio direttivo della Società di Studi Romagnoli, dell’Istituzione Biblioteca Malatestiana di Cesena e dell’Ibc Emilia-Romagna. Fra le principali pubblicazioni da menzionare la ricostruzione del regionalismo culturale romagnolo fra ‘800 e ‘900 (La Romagna, Bologna, 2001, ristampata con un nuovo capitolo nel 2012); inoltre, la sintesi Storia del mondo contemporaneo, Milano, 2003 (con Alberto De Bernardi), la ricerca di storia dei beni culturali Per le antichità e le belle arti. La legge n. 364 del 20 giugno 1909 e l’Italia giolittiana (Bologna, 2003) e la cura dei Discorsi parlamentari di Carducci (Bologna, 2004). Con Angelo Varni è curatore de La Romagna nel Risorgimento (Roma-Bari, 2012). Alla sua esperienza di amministratore è dedicato il pamphlet: "Cinque anni di solitudine. Memorie inutili di un sindaco" (Bologna, 2012). E’ autore di diversi manuali di storia per le Scuole medie e i Licei.