Daniele-Vergini-Movimento-5-stelle

«La nota del sindaco Drei non sarebbe stata degna di alcun riscontro se non avesse taroccato pro domo sua fatti e concetti che ricadono nell’alveo di un principio fondante del M5S: il principio di legalità. Come diceva Calamandrei, non c’è libertà senza legalità. Ed è anche sulla base di questo principio che sono state codificate le nostre Leggi fondamentali. Tra queste ne troviamo una, contenuta nel codice di procedura penale, che riteniamo sia il faro di ogni cittadino che ami la libertà: l’art. 331. Questa norma dispone che i pubblici ufficiali e gli incaricati di un pubblico servizio che, nell’esercizio o a causa delle loro funzioni o del loro servizio, hanno notizia di un reato perseguibile di ufficio, devono farne denuncia per iscritto, anche quando non sia individuata la persona alla quale il reato è attribuito. L’attivista pentastellato Ruffilli non ha svolto alcuna indagine, né le ha svolte il candidato sindaco Vergini. Essi hanno ricevuto dichiarazioni che facevano emergere un potenziale un reato tra i più odiosi e noti a tutti i cittadini italiani: l’abuso di ufficio, su quello che sembra proprio uno “scambio di favori” per far ottenere un vantaggio economico ad un collega di partito.

Ruffilli, dipendente comunale, da metà febbraio 2018 fino a quasi tutta l’estate, ricevette dall’assessore Giovannetti, con continuità e toccando vari argomenti, dichiarazioni molto critiche sull’amministrazione che contenevano potenziali notizie di reato. In aprile mentre si trovava per lavoro nell’ufficio dell’assessore (che, lo ricordiamo, è una dei tanti politici che lo denunciarono qualche anno fa dopo che il TG5 lo intervistò sul caso Wok Principe) si trovò suo malgrado depositario di alcune dichiarazioni a dir poco scottanti, l’assessore gli scaricò letteralmente le parole che ormai tutti i forlivesi conoscono, lasciando Ruffilli attonito.

Vergini, consigliere M5S, poche settimane dopo, chiacchierando con l’assessore Creta dopo una riunione consiliare, bacchettandola sulla famosa delibera Dall’Olio si sentì rispondere “roba della Gardini e nessuno aveva precisato che Dall’Olio fosse membro del PD”, inoltre apprendiamo dalla replica della stessa Creta che il testo della delibera non sarebbe stato nemmeno distribuito agli assessori, restiamo quindi ulteriormente attoniti nell’apprendere che sia normale per questa giunta approvare delibere senza nemmeno leggerne il contenuto! Ma soprattutto ci chiediamo cosa avrebbe fatto il sindaco Drei al posto di Ruffilli e di Vergini? Dall’accalorato peana pubblicato ieri parrebbe di capire che avrebbe opposto un silenzio omertoso, ma forse ci sbagliamo. Forse è solo la consapevolezza di un fallimento politico ad averlo obnubilato e confuso.

Ruffilli e Vergini hanno adempiuto alla legge ed hanno esposto tutti i fatti contenenti possibili notizie di reato alla Procura di Forlì dopodichè non hanno più fatto alcuna dichiarazione. La Procura sulla base di quei nuovi elementi ha fatto ripartire nuove indagini, concluse poche settimane fa con l’avviso di fine indagini (ex 415 bis c.p.p.) ove il PM, dopo aver rinvenuto elementi di colpevolezza, formula un chiaro capo di imputazione a carico delle signore Gardini, Giovannetti e Creta, che avrebbero, in concorso fra loro, effettuato indebite valutazioni e determinazioni per l’individuazione di una persona a cui attribuire un incarico in violazione di leggi e regolamenti comunali, procurando a Dall’Olio un ingiusto vantaggio patrimoniale, questo il succo dell’esito delle indagini (ad oggi concluse) che nessun giornale ha riportato chiaramente.

Quindi le indagini, definite “squinternate” dal sindaco Drei, non le hanno condotte i 5 Stelle, ma sono frutto del lavoro di magistrati e inquirenti equilibrati e tecnicamente preparati della Procura della Repubblica di Forlì. Tali indagini vedono per lo stesso fatto (la nomina di Dall’Olio) degli imputati davanti al GUP (i tecnici comunali Visani e Bazzocchi) e delle indagate (le politiche Gardini, Creta e Giovannetti).
Dal canto nostro siamo orgogliosi di aver adempiuto al nostro ruolo di consiglieri comunali e cittadini, ora non ci resta che aspettare gli esiti giudiziari della vicenda, il cui epilogo politico-morale è però già rappresentato dalle parole scomposte di un sindaco e di una giunta che Forlì dimenticherà in fretta. E con un candidato del Centrodestra come Zattini, che nella sua prima uscita pubblica si è vantato di essere un grande amico del sindaco Drei e di stimarlo, pensiamo che sia evidente a tutti quale sia l’unica reale alternativa ai forlivesi per cambiare finalmente le cose e non lasciare la città nelle mani dei soliti noti».

Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali M5S Forlì