Alberi-abbattuti-Galeata

Riceviamo e pubblichiamo la segnalazione di una nostra lettrice.

«Strano “paesello” Galeata, dove ogni scusa è buona per abbattere gli alberi, dopo il taglio selvaggio di tutti i bellissimi pini che adornavano via Don G. Facibeni, di pochi anni fa. E’ successo di nuovo, con la scusa dei lavori del ponte per la passerella ciclo-pedonale sul Fosso di Mercatale, ai primi dello scorso ottobre, sono stati tagliati tutti gli alberi sul fosso, un polmone verde e rigoglioso di abeti, acacie e noci e per di più su una proprietà privata; ma poco importa, è bastato che l’Ente Comunale asserisse che quella era proprietà demaniale, che nessuno si è preso la briga di verificare e davanti alle forze dell’ordine inermi, hanno proceduto tagliando tutti gli alberi, almeno una ventina, all’altezza delle radici, alberi che non ricresceranno mai più e che trattenevano il terreno.
Per poi scoprire il giorno seguente, per ammissione dello stesso tecnico comunale, che la proprietà era privata, ma ahimè, ormai il danno è fatto!

Alberi abbattuti inutilmente e che non impedivano le misurazioni, già state fatte da oltre un anno e dove nel progetto già approvato, non è menzionato nessun taglio delle piante e nemmeno le proprietà interessate. Non solo si poteva e doveva evitare, magari svettandoli, ma cosa ancor peggiore, è che sono stati buttati tutti nel fosso, in mezzo all’acqua dello stesso Rio a marcire da ormai 4 mesi.
Non c’è alcun dubbio che si tratti di danno ambientale, regolato giuridicamente dalla normativa dell’Unione Europea con Direttiva 2004/35, sulla responsabilità in materia di prevenzione e riparazione del danno, con norme giuridiche. Lo stesso codice civile all’art. 2043, afferma che “qualunque fatto doloso o colposo che cagiona altrui danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno”, il taglio o il danneggiamento di un albero, specie nel contesto urbano fanno indubitabilmente parte di queste esternalità. Infatti l’albero ornamentale, cioè l’albero da ombra all’interno della foresta urbana svolge molte funzioni importanti per la qualità della vita, consolidano le pendici delle scarpate, mantengono la circolazione di acqua e nutrimenti che sarebbero perduti, proteggono dal vento e dalla siccità.

Le piante sono indispensabili per la fotosintesi clorofilliana e attraverso gli stromi delle foglie, prelevano anidride carbonica e liberano ossigeno nell’atmosfera, indispensabile per la nostra sopravvivenza.
Il mondo e tutti noi abbiamo disperato bisogno di alberi, tutti i principali parametri climatici e tutti i cicli bio-geo-chimici dipendono dagli alberi.
L’averne ridotto il numero e la massa è uno dei principali fattori di dissesto ambientale, sia a livello locale che planetario, dovrebbe essere compito di tutti tutelarli e cercare di aumentarne di numero, soprattutto da parte di una Amministrazione Comunale, che dovrebbe tutelare e salvaguardare l’ambiente, come patrimonio di tutta la collettività.
Se bastano pochi minuti per buttare giù un albero, per rimetterlo su ci vogliono decenni.
Per poter ultimare i lavori e posizionare il ponte, dovrebbero essere tagliati anche gli ultimi alberi che sono rimasti, dove sono stati posizionati anche i pali di sostegno, palesemente sulla nostra proprietà, in capo alla mia famiglia fin dal 1922 e non oggetto di ricorso al Tar, quindi nessuno potrà impedirci di salvaguardarli e ripiantare tanti splendidi alberi».

Hannika Held