La salute sostenibile

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Venerdì 22 febbraio, alle ore 14,30, nella Sala Pieratelli dell’Ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì in via Carlo Forlanini 34, si svolgerà un convegno su “La salute sostenibile” promosso dal Centro Studi Aziendale della Romagna per il volontariato e la solidarietà, insieme a CURA (Corporate University Romagna AUSL). L’incontro vuole suscitare con la presenza del professore Marco Geddes da Filicaia un dibattito di estrema attualità, rivolto a tutti coloro che si interrogano sulle politiche anitarie e sul sistema di welfare di una nazione.

Il Servizio Sanitario costa troppo e non ce lo possiamo permettere; la spesa sanitaria cresce in modo incontrollato, non possiamo continuare a offrire prestazioni sanitarie a tutti …”: sono messaggi ricorrenti per giustificare tagli, diminuzione dei servizi, ricorso a mutualità e assicurazioni private. È vero che il costo di un servizio sanitario su base universalistica è insostenibile nel tempo? Qual è l‘entità di spesa sanitaria che si ritiene sostenibile? È corretto pensare che un sistema misto assicuri una più adeguata risposta ai bisogni di salute in termini di efficienza, efficacia ed equità? Prive di una rappresentanza dei loro bisogni, le persone che hanno difficoltà o rinunciano a curarsi è facile che si imbattano in qualcuno che spieghi loro che la colpa è del “sistema”, un sistema ormai insostenibile: a causa dell’invecchiamento della popolazione, del costo crescente di farmaci e tecnologie, dell’aumento della spesa sanitaria non compatibile con la stabilità finanziaria. Si offre anche la soluzione del problema: trovare altre fonti di finanziamento, un altro pilastro, attraverso un sistema assicurativo e fondi sanitari integrativi.

Il libro “La salute sostenibile”, di Marco Geddes da Filicaia, edito da “Il Pensiero Scientifico”, affronta l’argomento con dati, confronti con altri paesi, considerazioni sanitarie ed economiche, dimostra come queste affermazioni siano discutibili e a quali condizioni ci possiamo permettere un servizio sanitario equo ed efficace. Dimostrando la sostenibilità di un sistema sanitario universalistico e indagando le ragioni del suo definanziamento, contesta la necessità di un secondo pilastro, spesso presentato come l‘unica soluzione possibile.

È altrettanto importante adoperarsi per far sì che la potenza e il potere della fabbrica, raggiunti in virtù della dinamica del mondo moderno, siano rivolti oltre che ai fini del vostro benessere, al civile progresso dei luoghi dove siete nati e in cui vivete. Perché a nessuno di noi deve sfuggire un solo istante che non è possibile creare un’isola di civiltà più elevata e trovarsi a noi tutt’attorno ignoranza e miseria e disoccupazione”. (Adriano Olivetti, Natale 1955). Partecipazione libera.