Oggi, domenica 10 febbraio, è il Giorno del Ricordo, un anniversario di alto valore istituzionale e morale per la Repubblica Italiana dedicato alla memoria dei Martiri delle foibe e dell’esodo degli Istriani, Dalmati e Fiumani. Testimoniando l’attenzione e la partecipazione dell’intera comunità forlivese ho onorato le persone, le famiglie e le comunità che hanno vissuto i drammi consumati lungo il confine orientale deponendo un mazzo di fiori alla pietra carsica della memoria in via Martiri delle Foibe. Domani, alle ore 9,30, faremo la cerimonia ufficiale alla presenza degli studenti e delle associazioni. Ci incontreremo sempre qui e deporremo una corona commemorativa al cospetto della Pietra che è diventata il punto di riferimento per queste drammatiche memorie e che insieme ai ragazzi del Liceo Artistico stiamo trasformando in elemento monumentale” ha dichiarato il sindaco di Forlì Davide Drei.

Oggi celebriamo e ricordiamo la Giornata del Ricordo dedicata a conservare la memoria della tragedia delle vittime delle foibe e degli italiani costretti all’esilio dalle loro terre di Istria, Fiume e Dalmazia, nel secondo dopoguerra. Una tragedia troppo a lungo dimenticata, esclusa per anni anche dai libri di storia e riportata alla luce da una legge votata dal Parlamento italiano nel 2004. C’è quindi voluta una legge per restituire dignità alla memoria di migliaia di italiani trucidati sul confine orientale e alle centinaia di migliaia di nostri connazionali costretti a diventare esuli per sfuggire alla repressione delle milizie comuniste jugoslave di Tito. Si trattò di una vera e propria pulizia etnica, che, dopo l’ottobre 1943, si tradusse nella barbara uccisione da parte dei ‘titini’ di migliaia di italiani, catturati nei posti di lavoro e nelle loro abitazioni, poi imprigionati e gettati nelle cavità carsiche chiamate foibe, molti ancora vivi, legati con il filo di ferro ed imbottiti di granate. A questa tragedia si aggiunse quella della cancellazione del ricordo. In Italia, infatti, è stata di fatto soffocata per decenni la verità storica. Il 10 febbraio 1947, inoltre, quando fu ratificato il trattato di pace che sanciva il passaggio delle ex province italiane dell’Adriatico alla Jugoslavia, gli italiani, che lì vivevano da secoli, furono costretti a fuggire, lasciando i loro beni, i ricordi, gli affetti, il lavoro, senza per altro ricevere una degna accoglienza nel nostro Paese. Non è solo giusto ricordare le vittime dimenticate, ma è anche indispensabile che tutti ci misuriamo con questa tragedia. La coscienza civile di un popolo non può formarsi e crescere su un passato recente che mantiene zone buie. Né è consentito che si ignori una tragedia di tale portata per retaggi ideologici. Ed è davvero penoso e degradante assistere ancora a operazioni negazioniste di manipolazione culturale omissiva da parte di soggetti che ancora cercano di mistificare la verità storica. Oggi dobbiamo e vogliamo ricordare, dopo quella che molti hanno chiamato la “strisciante congiura del silenzio” durata oltre un sessantennio, grazie al modello della storiografia marxista che ha egemonizzato istituzioni, scuole e giornali e che ha voluto cancellare non solo i fatti, ma anche la loro memoria per ragioni di realpolitik” ha dichiarato l’onorevole Jacopo Morrone, segretario Lega Romagna.

Forza Italia e Fratelli d’Italia hanno celebrato unitariamente, domenica mattina, il “Giorno del Ricordo” in via Martiri delle Foibe, nel Quartiere Romiti, a Forlì. Accanto alla pietra carsica proveniente dal Friuli Venezia Giulia, collocata a ridosso della targa dedicata alla memoria della tragedia degli italiani e dei martiri delle foibe, dell’esodo degli istriani, dalmati e fiumani, si sono stretti i coordinatori comunali di Forza Italia e FdI, Fabrizio Ragni e Davide Minutillo, il coordinatore provinciale del partito di Giorgia Meloni, Francesco Minutillo e il deputato di Forza Italia Simona Vietina, il tenore forlivese che il grande pubblico italiano ha scoperto e apprezzato per la partecipazione nel 2010 a Italia’s got talent, Maurizio Tassani, oggi vicino al movimento politico Rinascimento fondato da Vittorio Sgarbi, i giovani azzurri e gli universitari di FdI, accompagnati da altri attivisti dei due partiti del centro destra.
Un commosso ricordo, sottolineato dalla deposizione di alcuni omaggi floreali avvolti nel tricolore, di tutti i martiri della rappresaglia dei partigiani comunisti del maresciallo Tito che consumò la fine di circa undicimila uomini e donne, gettati vivi, molti precedentemente torturati e incantanti , dentro le voragini naturali dell’altipiano del Carso in poco più di tre anni, dal ’43 al ‘45. Simona Vietina ha dato lettura del messaggio ufficiale del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Fabrizio Ragni ha stigmatizzato la scelta della giunta comunale di posticipare a domani le celebrazioni: “E’ come se un’amministrazione pubblica celebrasse la ricorrenza del 25 aprile… il giorno dopo, ovvero: il 26 aprile. Questo tradisce il fastidio della sinistra per un’eredità storica che si vorrebbe cancellare”.

Davide Minutillo ha ricordato le iniziative del suo partito in consiglio comunale per trasferire in piazza Saffi, piuttosto che nell’attuale zona defilata della città, il monumento alla memoria dei nostri connazionali vittime dell’eccidio comunista. La cerimonia s’è conclusa sulle note dell’Inno nazionale, scandite dal vivo dal tenore Maurizio Tassani, e nel raccoglimento finale del ‘Silenzio fuori ordinanza’ suonato nelle caserme per onorare i morti.
Abbiamo reso ancora una volta il nostro commosso omaggio alle vittime delle Foibe e reso un doveroso servizio alla verità storica celebrando una tragedia a lungo dimenticata nel nostro Paese ricordando, oltre ai morti, anche le migliaia di italiani (fra i 250.000 ed i 350.000 giuliani, fiumani e i dalmati) privati di tutto, dei loro beni e dei loro diritti costretti ad emigrare, letteralmente deportati dalle loro terre di origine, per troppo tempo vittime dell’oblio per effetto di un senso di colpa che la sinistra italiana non potrà mai cancellare”: hanno concluso Fabrizio Ragni e Davide Minutillo.