Generazioni-in-Comune

La campagna elettorale per le prossime amministrative di maggio è già partita, stavolta, però, ne sono fuori perché sconfitto 5 anni fa a Predappio, pur se con un rispettabile 19.60% di consenso elettorale, e, da tempo, ormai, protagonista di altre scelte professionali e culturali: ho già dato e, libero, come sempre, da lacci o condizionamenti della politica, soprattutto da scheletri nell’armadio, intendo solo esercitare appieno la mia attività di commentatore politico, piaccia o no a chiunque, tra i candidabili o candidati, si veda messo a nudo, cosa sicuramente non piacevole per chi confida di essere politicamente intoccabile. Ohibò, le ghiotte occasioni non mancano! Spesso ti vengono incontro su un piatto d’argento, quasi per solleticarti e sollecitarti a sparare la tua ad alzo zero!

Mi è giunto (vedi qui sotto), un breve video di presentazione della nuova lista con la quale il centrosinistra correrà alle prossime comunali predappiesi: un cerchio, celeste nella metà superiore e marrone in quella inferiore, rispettivamente a rappresentare il cielo e la terra; il semicerchio celeste sormontato dalla scritta “Generazioni”, l’altro marrone con la dicitura “In Comune”; nel mezzo la scritta ”Predappio” dalla quale emerge verso l’azzurro un’esile, delicata piantina con solo tre foglie, però promettente vista le sue estese, sproporzionate, profonde radici che tentacolari avvolgono il disegno di Palazzo Varano, sede del Comune di Predappio.

Che dire? Dalla trascorsa lista “Predappio Bene in Comune” a quella, ora proposta, “Generazioni in Comune” c’è stato un risveglio del pudore, soprattutto del PD, con l’eliminazione della parola “Bene”, obbiettivo che, inteso come bene della comunità, non è stato certamente nè progettato né perseguito: solo chiacchere, annunci, piccola ordinaria amministrazione; nessun progetto innovativo, nessuna promozione, tutela e valorizzazione culturale, tanto da costringere alla chiusura anche uno splendido museo privato; solo tanta Casa del Fascio, tanta visibilità personale e cronaca giudiziaria; soltanto “tre giorni del sangiovese”, largo per carità alla tradizione enogastronomica, ma non con la pretesa che solo nel fondo del bicchiere si possa leggere il livello, forse anche il futuro culturale del paese! Risultati? Niente, zero bene comune, forse più il bene proprio, individuale di pochi, come avviene da 70 anni per un palese inciucio tra la sinistra di governo e un certo notabilato della destra locale.

Sono rimaste le solite, insopportabili marce dei nostalgici; si continua a vendere la solita paccottiglia di souvenir, storici e non; si è causata la chiusura della Cripta Mussolini con grave danno degli operatori turistici e di quelli della ristorazione; nei fatti si è lasciata volutamente sopravvivere la divisione tra fascisti e antifascisti, anche sponsorizzando manifestazioni, ormai anacronistiche e solo divisive, come la “Tagliatella antifascista” dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia.

Resta, dunque, nel logo cervelloticamente simbolista del nuovo centrosinistra predappiese solo la dicitura “Generazioni in Comune” che è banale, scontata perché contrabbanda come innovativa la partecipazione di varie, anzi tutte le generazioni predappiesi alla costruzione della nuova amministrazione comunale.
Ma scusate, compagni e compagnucci della parrochietta, tanto per dirla alla Alberto Sordi, quindi finora voi non avete mai cercato la condivisione di nessuno, non avete mai ascoltato nessuno, avete sempre e soltanto fatto di testa vostra con la presunzione di far bene a nome di tutti, anche sottostando a decisioni altrui, sino a ritrovarvi nel pasticciaccio dei rifiuti che tanto impiccia i vostri concittadini?

Pensate che adesso i predappiesi credano davvero al vostro comportamento di lavarvi le mani alla Ponzio Pilato, di cancellare tutto il passato e rifarvi una verginità politica solo con un logo ed un nome nuovi?
Nel sottofondo dell’assolo pianistico del video, che richiama più la reclame di un lassativo liberatorio che l’aspirazione ad un futuro nuovo e diverso, scorrono immagini significative di quello che sembra essere oggi il laboratorio dei “maitre de la pensée” del nuovo indirizzo politico del centrosinistra di Predappio.

Non farò nomi perché anche nella valle del Rabbi tira pretestuoso vento di querele, però si vedono ancora vecchi arnesi della politica locale, partecipi dei rachitici successi degli ultimi dieci di amministrazione: c’è chi si sporge dalla sedia per meglio sentire le ragioni altrui, quindi solo oggi novello scopritore di quell’ascolto, sinora mai praticato, la cui scritta appare pure in basso nel filmato; c’è chi richiama il proprio impegno, forse fa pure ammenda, voglio sperarlo, di qualche pecca del suo ruolo di amministratore, puntandosi le mani al petto e poi rivolgendole all’esiguo pubblico, quasi a significare che, malgrado tanto niente, tutto può ripartire, magari soprattutto con la sua candidatura a sindaco, vista anche l’agilità sportiva della propria persona.

Non manca a suggellare il video la figura riflessiva di chi sulla carta cerca di fissare con ardito impegno un pensiero, sintesi di tanto dibattito interno.
E i giovani, le nuove “generazioni in Comune”?
Un giovane con barba, sicuramente simpatico e sorridente, premuroso come un novizio francescano in attesa dei voti, allarga le braccia in un esteso, protettivo abbraccio a 4 giovani donne, anch’esse con smaglianti sorrisi: scusate, è lo spot pubblicitario di una clinica dentistica della Croazia o la rievocazione della vecchia pubblicità del dentifricio con Virna Lisi per cui “con quelle bocche si può dire quel che si vuole”?
E le vecchie “generazioni in comune”, una volta zoccolo duro del gran partito?
Sono lì, poco animose, parla uno solo, altri ascoltano, forse stanchi di tutto quel brigare quotidiano tra bidoni e bidoncini della spazzatura!

Torno un attimo sul logo di “Generazioni in Comune”, mi colpisce tutto quello sviluppo di radici della pianticella attorno a Palazzo Varano.
Che simboleggi come la piantina del nuovo centrosinistra predappiese abbia buone e antiche radici? No, per carità no, ha già portato sfiga alla vecchia quercia del PDS!
Devo dire che l’esteso apparato radicolare della pianticella mi ispira un solo pensiero, maligno lo riconosco, ma possibile: quel groviglio di radici, tentacolari come una piovra mi richiamano “Le mani sulla città”, film di Franco Rosi del 1963 oppure, in alternativa, il pensiero che compagni e compagnucci della parrocchietta non toglieranno tanto facilmente le mani dal Comune di Predappio, quasi all’insegna di un disperato “boia chi molla!”
Provo a rivedere il breve video, ma rinuncio, l’effetto lassativo è davvero inesorabile.

Ascolto, idee, partecipazione.

Abbiamo aperto le porte ed ascoltato chiunque avesse idee e voglia di confronto.Continueremo a farlo: questo è "GenerAzioni in Comune".

Gepostet von Generazioni in Comune am Freitag, 8. Februar 2019