Lodovico Zanetti consigliere comunale

«Come non pensare a Tito Livio, vedendo il modo con cui si sta approcciando alle elezioni il centro sinistra forlivese? In un momento in cui grande è la confusione sotto il cielo, credo sia importante definire alcuni punti fermi.
Il primo punto è che la sinistra che vuole essere di governo non può chiamarsi fuori dalla discussione. Anzi deve interpretare il suo ruolo, e farsi parte dirigente di un processo di cambiamento, che costituisca un argine alle destre e al populismo demagogico che la nostra città, che non merita, per la sua storia, di vederle al governo.
Il secondo punto è che, accanto alla discussione sui nomi, anche autorevoli, fatti, si devono affiancare le idee. La gambe su cui queste idee devono correre sono importanti ma conseguenti. Le leadership sono forti nella misura in cui rappresentano processi valoriali strutturati e significativi, che sono la naturale risposta alle narrazioni farlocche delle opposizioni che dipingono Forlì come uno slum di Caracas.

Il terzo punto è rifarsi a quanto di buono fatto dalle amministrazioni che hanno governato la nostra città dal 1970 a oggi. Forlì è una eccellenza, di cui essere orgogliosi. E non solo per la politica anche per la capacità e la creatività dei suoi cittadini.
La sinistra deve farsi motore e non ruota di scorta di queste politiche, inserendo e difendendo nel programma di una coalizione i principi e le buone pratiche che da sempre ci caratterizzano.
Mettere al centro del Comune che vogliamo una nuova idea di partecipazione che vada oltre i comitati di quartieri comunque ristrutturati, che valorizzi corpi intermedi e rappresentanza come associazioni di categoria, sindacato, forze sociali, movimenti, gruppi giovanili, associazionismo sportivo e culturale, volontariato, è la chiave per un risorgimento 2.0 della città.

Priorità, quindi, alla cultura, alle politiche di sviluppo che tutelino l’ambiente, ai rapporti istituzionali che facciano di Forlì la protagonista di una progettualità che nel terzo millennio deve andare ben oltre i confini comunali, con particolare attenzione alle politiche per il lavoro e per i giovani, alla laicità, al welfare, ai diritti civili.
Il nostro obiettivo deve essere, da sinistra, contribuire a costruire l’unità delle forze progressiste della città, in un momento cui si decide, in maniera epocale, del futuro di Forlì e dei forlivesi. Esserci è un nostro ineludibile dovere».

Lodovico Zanetti consigliere comunale forlivese