Unieuro Forlì – Sharks Roseto: 76-84 dts

Unieuro Forlì: Lawson 18 (5/10, 2/4), Johnson 18 (3/6, 4/8), Marini 15 (2/9, 3/8), Giachetti 10 (2/10), Oxilia 9 (3/8, 1/2), De Laurentiis 4 (2/3, 0/1), Bonacini 2 (0/2, 0/2), Donzelli (0/2), Signorini n.e, Fabiani n.e, Flan n.e. All. Valli.
Tiri da due: 17/50 (34%). Tiri da tre: 10/25 (40%). Tiri liberi: 12/18 (67%). Rimbalzi: 36 (13+23). Assist: 14.
Roseto Sharks: Akele 22 (11/14, 0/2), Pierich 15 (1/2, 3/7), Sherrod 13 (5/9), Person 10 (2/8, 0/4), Rodriguez 9 (0/1, 0/2), Nikolic 8 (4/4, 0/1), Eboua 7 (3/7, 0/1), Panopio (0/1, 0/1), Pene’, Bayehe (0/1), Ianelli (0/1), Cocciaretto n.e. All. D’Arcangeli.
Tiri da due: 26/48 (54%). Tiri da tre: 3/18 (17%). Tiri liberi: 23/30 (77%). Rimbalzi: 41 (8+33). Assist: 15.
Parziali: 14-21, 11-15, 21-20, 22-12, 8-16.

Nel turno infrasettimanale continua la beneficiata che le squadre in cerca di punti salvezza hanno al cospetto dell’Unieuro Forlì: prima Cagliari, poi Jesi e ora Roseto. Tre indizi fanno una prova. La squadra del presidente Nicosanti, priva del proprio allenatore costretto a casa dall’influenza, approccia la partita come peggio non si può giocando, il peggior primo tempo stagionale. La squadra appare molle, svogliata e distratta, butta via qualche pallone di troppo in attacco e dopo il 7 pari del quinto minuto e sprazzi di equilibrio si trova sotto di sette al 10’ quando il tabellone recita 21 a 14 per gli ospiti che di contro giocano una partita solida in attacco e dura in difesa mettendo sul piatto la loro maggiore fisicità rispetto agli avversari. È Lawson l’unico dei suoi a salvarsi, almeno parzialmente; per l’americano di Forlì 7 punti nella prima frazione.

All’inizio del secondo quarto Sherrod porta i suoi sul +9; i padroni di casa hanno un sussulto e trascinati dalla grinta di Oxilia e Giachetti rientrano sino al –3 di metà frazione sul 22 a 25. I ragazzi di Serra buttano alle ortiche due palloni utili per avvicinarsi ulteriormente e così Roseto trova un parziale mortifero di 3 a 11 che fissa il punteggio all’intervallo lungo (25-36). I padroni di casa giocano indiscutibilmente il peggior primo tempo dell’anno, i biancoazzurri ne approfittano e ringraziano guidati da Sherrod.  Melvin Johnson è il grande assente della partita fino all’intervallo.

Al rientro dagli spogliatoi la situazione non migliora, i biancorossi si trovano a –14 poi si accende la lampadina del numero 32 che realizza 7 punti nel parziale  e riporta i suoi a contatto sul -6.  A ristabilire le distanze in doppia cifra ci pensa per gli abruzzesi Akele che prende il posto del compagno USA e con alcune conclusioni da sotto fissa il punteggio al 30′ sul 46 a 56.

Il quarto finale si apre con Melvin Johnson che si carica la squadra sulle spalle e accorcia nuovamente le distanze. I ragazzi di D’Arcangeli però non mollano la presa e continuano a controbattere ogni tentativo di ricucire dei padroni di casa. Al 35′ sono ancora 6 le lunghezze che separano le due compagini. I biancorossi stentano a trovare fluidità nel gioco e a volte si complicano da soli la vita. Marini e Donzelli, soprattutto il secondo, giocano insieme con Bonacini una delle peggiori partite disputate in maglia biancorossa, il tiro latita; sono Johnson e Lawson a ricucire lo strappo al termine del quarto quarto. Forlì si trova a -1 a pochi secondi dal termine della contesa  e manda in lunetta  Roseto che non è precisissima dalla linea e così il punteggio rimane in bilico sul 65 a 67. L’attacco forlivese stecca e gli ospiti vengono nuovamente invitati a chiudere la gara dalla linea della carità quando sul cronometro della partita restano pochissimi secondi. Si rinnova il copione e i ragazzi biancoazzurri regalano un altro possesso capitale a Forlì che ne approfitta grazie a Johnson che trova la retina per il 68 pari del 40′ ma anche e soprattutto per un non fischio degli arbitri che sorvolano su un fallo plateale di Pierich a metà campo che avrebbe di fatto chiuso ogni discorso mandando in lunetta Forlì. Johnson, dal canto suo, dimostra che le gerarchie sul campo di basket sono importanti e dopo aver ripulito al terzo tentativo una palla sporca pochi istanti prima riportando sul -1 i suoi ora sulla sirena decide di rimandare ogni discorso  ai prolungamenti. Proprio quando il percorso sembra tracciato e Forlì destinata a debellare la resistenza ospite al supplementare i problemi che i padroni di casa hanno evidenziato per tutta la partita riaffiorano.

I biancorossi prima buttano via il pallone alla ripresa del gioco, poi subiscono un canestro da tre punti del grande ex Pierich che tra l’altro ha giocato una partita di assoluto spessore, e  i suoi nei momenti di difficoltà si sono spesso aggrappati a lui, e infine butta via il pallone del sorpasso sul –1 confezionando una sanguinosissima palla persa che vede protagonisti Giachetti e Johnson. Il play ex Mantova rimette  la palla in gioco e la tocca sul passaggio del compagno prima di rientrare in campo con entrambi i piedi. Questa è la topica che descrive pienamente la serataccia forlivese che unitamente all’espulsione di Marini, avvenuta ampiamente a partita chiusa, dopo che all’esterno biancorosso è stata affibbiata la quarta penalità personale, dipinge un quadro tutt’altro che roseo che mette a nudo le pecche della squadra forlivese.

I biancorossi hanno giocato una partita piena di foga nella quale non si sono passati la palla in maniera continuativa come è avvenuto a Verona e non hanno saputo contrapporre i loro punti di forza Roseto. Il 76 a 84 finale è un punteggio sin troppo largo, figlio dei molti liberi realizzati dagli ospiti nei prolungamenti ma la vittoria degli squali è meritata. Urge un confronto nello spogliatoio per analizzare gli errori commessi durante la partita e preparare al meglio la partita di domenica prossima contro Montegranaro. Una vittoria è assolutamente necessaria per tenere a distanza Udine che questa sera ha agganciato Forlì e Verona battendo la Fortitudo in casa propria.

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Diplomato al liceo Fulcieri Paolucci de Calboli di Forlì, nel lontano 1997, intraprende gli studi di Scienze dell'Informazione di Cesena in cui consegue la Laurea nel marzo del 2002. Dopo varie esperienze lavorative nel ramo dell'informatica presta la sua opera come programmatore all'interno del servizio informatico dell'Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori (I.R.S.T.) S.r.l. La sua vita senza la musica, lo sport e la ginnastica sarebbe stata monotona ma... Dicono di lui: "Chiedetelo agli altri...". Dice di lui: "Ciò che non ti uccide ti fortifica... Tutte cazzate"!