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Secondo l’Inail, l’industria dei rifiuti solidi urbani (raccolta e riciclaggio) ha prodotto “solo” in Italia più di 55mila infortuni nel giro di quattro anni. Gli operatori del settore sono soggetti a gravi rischi e la percentuale di incidenti mortali è in media di quattro volte superiore rispetto a qualsiasi altro settore, con il 60% di incidenti sul lavoro che vede coinvolti veicoli e il rischio incombente di lesioni professionali, come l’usura delle articolazioni del ginocchio, che rappresenta un disturbo ricorrente nel personale che lavora alla raccolta dei rifiuti.

Con queste premesse, come sindacato abbiamo da muovere alcune osservazioni sulla gestione del servizio rifiuti svolto da Alea. La prima: sul fatto che la raccolta e lo svuotamento dei bidoni avviene anche attraverso l’utilizzo di cooperative sociali, mentre si era parlato anche di utilizzare soltanto personale qualificato dell’azienda. Secondo punto: gli operatori destinati a svuotare i bidoni viaggiano appesi al retro dei mezzi senza tutte le prescrizioni di sicurezza (caschi, maniglie e impugnature anti scivolo e anti caduta, cinte di protezione, pedane ergonomiche e scalette di discesa a corredo del predellino posteriore) che si dovrebbero adottare per garantire l’incolumità del personale. Ci è pervenuta una segnalazione con foto, martedì mattina, nei pressi di viale Roma, a Forlì, che documenta una situazione grave che dovrebbe far riflettere”: afferma in una nota il segretario territoriale dell’Ugl di Forlì-Cesena-Rimini-Ravenna, Filippo Lo Giudice.
Le statistiche Inail parlano chiaro. I pericoli per l’industria dei rifiuti solidi urbani sono elevati in tutta Italia.
Dal traffico in tilt nelle ore di punta ai movimenti di salita o discesa dagli automezzi per lo spostamento: investimenti, inciampi, vetri o sostanze chimiche “nascoste” nei sacchetti. Senza contare i casi più gravi, come gli schiacciamenti per sviste nelle operazioni di aggancio o scarico del cassonetto.

Prima che la statistica diventi realtà chiediamo che si registrino meglio le maglie della sicurezza e si limitino a zero i rischi per il personale utilizzato dalla società in house (Alea) e delle cooperative sociali (come For.B) che svolgono il servizio”: aggiunge Lo Giudice.
Per dar seguito a queste segnalazioni il segretario territoriale dell’Ugl di Forlì-Cesena-Rimini-Ravenna annuncia la richiesta di un incontro con i manager della società rifiuti ed anche del sindaco di Forlì, Davide Drei, che deve rispondere ai massimi livelli della tutela dei suoi concittadini.
La battaglia contro gli infortuni sul lavoro e contro lo sfruttamento dei lavoratori è per l’Ugl un’assoluta priorità a Forlì come in tutta Italia e laddove sia presente il nostro sindacato anche attraverso le molteplici iniziative promosse dal nostro segretario generale Paolo Capone”: conclude Filippo Lo Giudice.