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Con una media di cinquanta accessi notturni fra mercoledì e venerdì al Pronto soccorso s’è creata l’ennesima criticità nell’accoglienza nell’ospedale di Forlì. Con la carenza di personale sanitario che ha messo a nudo endemici problemi come: il progressivo sovraccarico di compiti sui servizi di prima linea (cioè Pronto Soccorso e Medicina d’Urgenza) e il ricorso da parte dell’Ausl a “rinforzi” e personale che si rende disponibile alle cosiddette “prestazioni aggiuntive”, ore di lavoro pagate come straordinario e stanze allestite con nuovi posti letto d’emergenza, mentre la questione si potrebbe risolvere con una ristrutturazione ragionata di tutto il sistema e soprattutto con l’aumento di posti letto e nuove assunzioni di medici ed infermieri”: a sollevare il caso è Fabrizio Ragni, capogruppo comunale e coordinatore comunale a Forlì di Forza Italia.

Il sistema non consente più ai medici dei reparti di gestire quelli che una volta erano gli “accessi diretti a tutte le ore, esclusa Ostetricia e gineciologia. C’è il problema del taglio ai posti letto che come Forza Italia abbiamo sollevato da sempre ed è necessario superare il blocco delle assunzioni di nuovo personale. Contestualmente, dobbiamo elogiare il sacrificio e l’abnegazione della forza lavoro impiegata nei vari reparti della nostra sanità pubblica. Nessuno ha mai messo in dubbio le competenze professionali del personale del Pronto soccorso e della medicina d’urgenza, semmai riteniamo necessario risolvere la questione dell’organizzazione e del dimensionamento non solo a Forlì ma su scala Romagnola”: aggiunge Fabrizio Ragni.

E che la questione si debba affrontare anche in area Vasta lo dimostra il fatto che l’indicatore relativo ai tassi di accesso ai Pronti Soccorso evidenzia per i residenti romagnoli un numero per 1.000 residenti più elevato della media regionale. Dunque il problema esiste, a Forlì, come a Rimini e Cesena. Da mesi andiamo ripetendo che non sono sufficienti gli sforzi della Regione Emilia Romagna (vedasi: borse di studio) mancano medici specializzati per i pronto soccorso. Sarebbe utile mettere a ruolo tutti i contratti di convenzione a tempo indeterminato di personale medico che opera già ora nelle strutture di pronto soccorso della Romagna. Alla stato attuale questi medici hanno condizioni diverse, in senso peggiorativo, rispetto ai medici di ruolo: come hanno detto pochi mesi fa sindacati (Anaao-Cgil-Cisl-Anpo-Cimo-Fimmg ES) e Società Italiana Medici ed Infermieri dell’Emergenza-Urgenza (Simeu) dell’Emilia Romagna, chea hanno chiesto di ovviare alla carenza degli organici di Pronto Soccorso regionali. E noi aggiungiamo: piuttosto che pagare gli straordinari con le “prestazioni aggiuntive” si assumano nuovi medici e infermieri. E questa sfida sarà da giocare, oltre che nelle conferenze sanitarie, anche in Regione e con maggiore autonomia, nell’auspicio che vi sia dopo il voto di novembre un cambio di colore politico”: aggiunge Fabrizio Ragni.