Possibile

«La cronaca cittadina di oggi riporta un caso di violenza domestica annesso alla detenzione illegale di armi; un episodio di minacce e resistenza a pubblico ufficiale da parte di una persona con una storia di disagio anche psichico ed infine una serie di controlli effettuati dall’Arma dei Carabinieri che hanno confermato l’abitudine di non poche persone a guidare sotto l’effetto di alcool. A differenza di chi, come la Lega, da un lato pensa che la repressione sia la soluzione salvo poi rendere più facile l’acquisto ed il possesso di armi, come Possibile pensiamo che la sicurezza sia una cosa seria ed una responsabilità di tutti. Al netto delle telecamere e delle contravvenzioni, pensiamo che prima di tutto sia necessario lavorare perché queste cose semplicemente non accadano.

La violenza di genere va arginata nell’immediato e le donne che ne sono vittime vanno sostenute in ogni modo nel percorso di riappropriazione di loro stesse, ma soprattutto è importante che si lavori sulla cultura del rispetto e della non violenza, investendo in formazione e informazione. Cultura del rispetto che è al centro quando si tratta di sicurezza: la sicurezza senza rispetto reciproco non è immaginabile. Se rispettiamo gli altri non ci mettiamo alla guida sotto l’effetto di alcool o di stupefacenti né guidiamo distratti dai telefoni. Se ci relazioniamo in modo non violento e rispettoso allora ci saranno meno aggressioni, meno bullismo, meno violenza contro le donne, meno intolleranza, meno incidenti.

Rispettare il codice della strada è innanzitutto una forma di rispetto nei confronti degli altri; è decidere di non mettere gli altri in pericolo. Inoltre è e sarà fondamentale lavorare sulle situazioni di disagio economico, sociale e psichico che, se ignorate, possono sfociare in episodi di violenza verso se stessi e verso gli altri. Come Possibile cercheremo di lavorare insieme ai cittadini e alle cittadine, di qualsiasi età e senza distinzioni per rendere la sicurezza un bene comune di cui tutti possiamo prendercene cura».

Elisa Fiorini e Cecilia Alagna di Possibile Comitato di Forlì e Cesena