Pompignoli: “Mosconi continua a fare confusione sugli immigrati”

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L’assessore Raoul Mosconi continua a fare confusione sugli stranieri. Da stabilire se lo faccia perché non conosce le leggi, e già sarebbe grave, o per travisare ideologicamente la realtà, e questo sarebbe gravissimo. Non è il decreto sicurezza che fa diventare gli stranieri irregolari. Si tratta invece di persone entrate illegalmente nel paese o che non hanno diritto alcuno a rimanervi che, grazie all’inerzia dei governi e delle amministrazioni di sinistra, hanno creato vaste sacche di degrado e criminalità nelle nostre città. Vorremmo sapere dal Mosconi amministratore pubblico se la sua visione di legalità e sicurezza per Forlì comprenda luoghi cittadini dove la legge non esiste, off limits per le Forze dell’Ordine e naturalmente per i forlivesi. Vorremmo anche sapere da Mosconi a quanto dovrebbe ammontare l’esborso per il welfare cittadino per mantenere a vita tutti questi stranieri irregolari, quando anche tanti immigrati regolari sono disoccupati e vanno avanti solo grazie a risorse pubbliche” attacca il consigliere regionale della Lega Massimiliano Pompignoli.

I veri problemi di Mosconi e della Giunta Dreicontinua l’esponente regionale del Carroccio – sono l’aver chiuso gli occhi da sempre sul problema e il livore perché il nuovo Governo ha finalmente rotto il giochino lucroso dell’accoglienza, mettendo a nudo le politiche scellerate delle porte aperte a tutti, che hanno favorito la rete criminale del mercato di uomini, facendo arricchire enti, associazioni e privati a cui, come è accaduto, interessava molto poco il destino degli stranieri, ma molto l’alta entità della diaria giornaliera ricevuta per ogni ospitato, oltretutto senza obbligo di rendicontazione. Ma qui si tratta anche di stranieri da tempo in Italia irregolarmente o con permessi scaduti. Il problema è quindi precedente all’attuale Governo e dimostra ancora una volta con quanta irresponsabilità Il Pd abbia governato a livello nazionale e locale. Per quanto riguarda il decreto sicurezza, un tassello di una più ampia riforma, chi ha diritto a rimanere in Italia perché ha ottenuto lo status di rifugiato continua a essere fornito di tutti i mezzi per integrarsi nella nostra società, accettandone le regole e le leggi“.

Così chi ha avanzato la domanda per ottenerlo. Mentre chi non ha diritto a rimanere o ha compiuto gravi crimini deve tornare nella patria di origine. Ovviamente questo è accompagnato dal contenimento dei flussi migratori, secondo una strategia attuata a livello internazionale. L’Italia – conclude Pompignoli – ha già dato e non è più in grado di mantenere migliaia e migliaia di persone a vita. E non crediamo sia sbagliato sostenere che prima vogliamo provvedere alle nostre fasce deboli e consentire ai forlivesi di vivere in una città, per quanto possibile, sicura, dove degrado e illegalità dovrebbero essere combattute in primo luogo da chi l’amministra”.

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