Daniele-Mezzacapo

La selezione ‘fatta in casa’, di Alea per l’assunzione di personale addetto all’ecosportello ha dell’incredibile. Si sono presentati 147 aspiranti, circa 102 di questi sono stati subito scartati, ad occhio, e i rimanenti hanno partecipato alla prova scritta. Questi poi, il giorno dell’esame hanno dovuto apporre nome cognome e firma, sotto al foglio. E ora i candidati sono in attesi della prova orale“. Daniele Mezzacapo, consigliere comunale della Lega e candidato del Centrodestra porta avanti la sua battaglia contro le strane assunzioni della società di smaltimento rifiuti Alea e pone all’attenzione della popolazione l’ultimo stravagante metodo posto in essere per assumere personale.

Anche questa volta di cose strane ce ne sono parecchie – spiega Daniele Mezzacapo -. La settimana scorsa il leghista aveva lanciato pubblicamente l’allarme proprio per questa singolare selezione, invitando i sindacati ad intervenire per evitare soprusi e ingiustizie nel mondo del lavoro. Mi fa piacere che i sindacati, sia la Cgil che l’Ugl, abbiano raccolto il mio appello e che siano intervenuti per chiedere conto – o a Contò – di questa aberrante selezione che sembra fatta su misura per qualcuno. Basta dire che nel bando pubblicato per pochi giorni durante le feste, veniva chiesta la conoscenza di due programmi di cui uno ormai obsoleto, che solo chi aveva già lavorato in questo settore può conoscere.
Fa molto male vedere persone desiderose di trovare un’occupazione venire trattate in queste modo. Questi aspiranti hanno perso tempo e soldi e ora restano col dubbio e temono fortemente di essere stati presi in giro. La selezione di Alea, un questionario a risposte multiple con apposta la firma dell’elaborato va a violare non solo il buon senso, ma anche alcuni articoli sia della costituzione che della normativa vigente. L’articolo 97 Cos. e l’articolo 14 del Dpr 9-5-1994 n. 487 parlano chiaramente del principio di anonimato proprio sugli elaborati”.

Nelle prove scritte questo principio è garanzia ineludibile di serietà della selezione e dello stesso funzionamento del meccanismo meritocratorio, insito nella scelta della selezione pubblica quale modalità ordinaria di accesso agli incarichi. Qui – conclude Mezzacapo – questi principi non sono stati rispettati. E qualcuno ne risponderà”.