Opera Don Pippo

Qualche sabato fa è venuto a trovarci Alex Mauro, istruttore cinofilo esperto in rieducazione comportamentale, assieme a Fiamma, uno stupendo cane corso di 7 anni, per parlarci di quello che fa. Come prima cosa ci fa notare come il cane cerchi un contatto graduale per non spaventare le persone presenti e di come lui ha imparato a leggere i comportamenti dei cani attraverso corsi professionali e all’esperienza decennale sul campo. Ci dice che le emozioni che un cane può dare a ciascuno di noi sono diverse a seconda del nostro tipo di approccio; più o meno timoroso o aperto.

La saletta blu della struttura è piena di persone ed uno dei presenti in particolare, ha “monopolizzato” Fiamma e la coccola con carezze a lungo, con molta gioia, mentre lei, immobile, gode di questo piacere reciproco. Alex poi ci racconta di avere 5 cani che costituiscono il branco con cui vive in cima ad una collina in una casa isolata e ci dice che i suoi cani, come tutti in origine, nascono predatori e preferiscono la carne cruda e ciò li riporta allo stato primordiale dei lupoidi. Una ragazza poi gli chiede cosa mangia Fiamma e lui risponde che mangia di tutto. Poi ci racconta del rapporto che il cane ha con i gatti, che non è proprio di grande amore! Cominciamo ad entrare nel vivo dell’incontro, dato che Alex lavora, soprattutto, con cani che hanno problemi di aggressività, che esprimono mordendo per difendersi e per tenere le distanze. Poi aggiunge che digrignare i denti nel linguaggio dei cani vuol dire fare vedere le proprie armi potenziali ed è un segnale di avvertimento solitamente.

Ci dice inoltre che non esiste un’aggressività uguale alle altre perchè la differenza la fa il proprietario. Ci racconta che a volte i cani di piccola taglia che si tengono in braccio anzichè farli camminare, snaturando la loro specifica natura di cane, possono sviluppare aggressività dovuta ad energia fisica repressa, diventando inquieti, iperattivi, autolesionisti o a volte mordaci. Poi gli chiediamo di raccontarci l’episodio riguardante l’educazione di un cane che gli ha creato maggiori problemi. Cosi’ ci parla di un cagnolino che aveva problemi comportamentali-fobici e di disadattamento dovuti all’iperprotettività della sua proprietaria, che lo aveva umanizzato esageratamente. Non si può infatti pretendere di sostituire una persona con un cane, che ha diritto a vivere la sua dignità di cane. Infatti il cibo e le carezze devono essere usati come rinforzi positivi che l’animale si deve guadagnare e perciò deve ricevere dopo avere dato/fatto qualcosa di desiderabile in cambio. Poi da’ a Fiamma degli ordini con gesti e suoni vocali per mettersi a terra ed alzarsi, che lei puntualmente esegue. E lui la premia con un biscottino-rinforzo. Poi ci spiega la differenza fra cane felice e cane eccitato: un cane felice è un cane tranquillo, in stato di quiete emotiva e capace di controllare le reazioni comportametali, che nel mondo canino significa accettare le condizioni di qualcuno che riconoscono come leader.

Il cane si comporta in maniera diversa dall’uomo ed è l’uomo che deve discriminare e fargli capire i comportamenti desiderabili e quelli no. Alex ci dice che l’addestramento è una specie di medicina che si può somministrare ad un cane per educarlo e permettergli di esprimere le sue potenzialità. Infatti Il cane è un istintivo che assorbe tutte le nostre reazioni e noi possiamo o no farlo regredire, oppure aiutarlo a vivere con equilibrio. Il cane e’ un animale condizionabile anche se le doti di razza sono l’80 per cento dell’esito finale. Nel frattempo Fiamma è calma e tranquilla e si lascia toccare e accarezzare senza nessun tipo di reazione scomposta. Infine ci racconta di Blu Panda, il suo pitbull adottato, razza che in America originariamente veniva usata per la pet therapy. Blu Panda, a contrario di Fiamma, è un cane veloce ed energico, che tocca l’uomo e ha bisogno di contatto.

Ha subito maltrattamenti perchè è stato in isolamento sociale in un garage per anni. Quindi ha avuto una specie di “ritardo mentale” a causa delle mancate stimolazioni, per cui quando lo ha preso con sé era lento e diffidente. Poi a poco a poco e’ cambiato ed oggi è il cane regolatore del suo branco. Questo per dimostrare come una relazione positiva ed equilibrata da parte dell’uomo possa recuperare anche i cani più problematici. Per confermare che non esistono cani cattivi o difficili, ma proprietari-tutori non adeguati e non rispettosi dell’animale. Dopo appena un’ora purtroppo terminiamo l’incontro; molto interessante ed utile per capire sempre di più come rapportarci con i cani. Con l’augurio di rivederci presto… Grazie ad Alex e a Fiamma!

Loretta e Giovanna

 

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