Le classi delle Scuole Francescane salutano la Madonna del Fuoco

0

Disegni, fiori ed entusiasmo: la partecipazione alla fiorita dei bambini è vissuta con gioia e curiosità. Non è stato solo il giorno della memoria, a Forlì. La domenica appena trascorsa è stata anche quella della “fiorita dei bambini“, il tradizionale omaggio che le scuole cattoliche rendono alla Santa Patrona della città, nella settimana che precede il 4 febbraio.
Quest’anno il vescovo, il Monsignor Livio Corazza, ha voluto che il corteo fosse animato contemporaneamente da tutte le scuole, riunite in un unico grande momento di partecipazione.

La processione si è aperta davanti all’Abbazia di San Mercuriale, poco dopo le tre del pomeriggio. Comincia a muoversi insieme a dei raggi di sole che sorprendono e intiepidiscono l’aria dell’inverno. Sono centinaia: bambini, famiglie, maestri, fedeli. E per le classi della Scuola delle Suore Francescane dell’Immacolata è un’occasione di partecipazione attiva, condivisione di valori, crescita individuale e collettiva. Esperienza.
I bambini si sono preparati con la preghiera, con i disegni e i colori, per una domenica attesa, preludio di Festa. Accanto alle maestre e sotto allo stendardo della scuola – un disegno infantile che ritrae San Francesco sorridente sotto un cielo azzurro con l’arcobaleno, a braccia tese davanti a un bambino e a una bambina, tra un fiore, una coccinella, un’anatra e una colomba – i bambini hanno intonato canti, hanno riso, sorriso, si sono distratti e si sono ricomposti, curiosi e felici, fino alla meta, per il momento più atteso: in Piazza Duomo, attorno alla Madonna col bambino, ognuno ha fermato con un nastro il proprio disegno ed un fiore.

E così la Patrona è entrata entra nella vita quotidiana di questi piccoli, oltre la preghiera, nei gesti di ogni giorno perché è ritratta insieme alle famiglie o in un girotondo con gli amici e la sue veste è sì azzurra, ma può essere anche arancione o gialla e indossata non su un altare ma in mezzo a un campo di fiori, così come tra braccia tese, casette variopinte, cuori accesi e naturalmente fiamme: vampate di fantasia e spontaneità. Perché la fede nei bambini è un gioco, serio e gioioso, da vivere fino in fondo. Così come la visita alla Chiesa del Miracolo, momento significativo del pomeriggio: vissuta dai piccoli come un fatto speciale, poter scoprire il luogo del miracolo e osservare il quadro – raffigurante la Madonna col bambino – che rimase intatto durante l’incendio del 4 febbraio del 1428.
Infine in Cattedrale, per la preghiera di tutti i bambini con il vescovo Livio Corazza. E il ritorno a casa è sereno e dolce, in una domenica d’inverno di memoria, di colori e riflessione.

Dolores Carnemolla