legge bavaglio

Nella vita non si finisce mai di imparare, c’è sempre qualcosa di nuovo che spunta all’improvviso dalla genialità creativa di chi butta all’aria un patrimonio di conoscenze, di diritti, soprattutto di rispetto della dignità altrui per togliere di torno l’avversario, chiunque sia in disaccordo, contrario ad una gestione padronale del potere.
Costui o costoro, ammantandosi di valori democratici, ma solo a chiacchiere, quindi per pura formalità, elaborano, mettono ai voti, vorrebbero imporre nuove regole, drastiche scelte e, cosa più grave lo fanno pure da posizioni politiche di sinistra, ma con la stessa logica mussoliniana che norme, leggi, la stessa carta costituzionale siano solo un “ludo cartaceo”, inutile ed eludibile all’occorrenza.

Così, contrariamente agli insegnamenti ricevuti, alle conoscenze acquisite e alla lunga, ma, forse, a questo punto inconsistente, esperienza di funzionario pubblico, ho imparato che nella Romagna forlivese la maggioranza di un organo collegiale amministrativo locale, scegliete voi se comunale o provinciale o d’altro livello e ordine, può decidere di sfiduciare rappresentanti dell’opposizione, ritenendoli, ammesso che vi siano fondati e previsti motivi, indegni del loro ruolo, e addirittura può proporne i sostituti, ovviamente, bontà loro, sempre dell’opposizione, però possibilmente persone moderate, quindi addomesticabili.
“Sic et simpliciter”, mi si perdoni lo sfoggio di un latinorum di manzoniana memoria.
A questo punto mi chiedo se sia prevista la reciprocità di questa innovativa sfiducia, se cioè anche l’opposizione abbia la possibilità di questa nuova prassi, proponendo e votando senza fondatezza dimissioni di un membro o membri della maggioranza, magari proponendone pure i sostituti.

Se, poi, considero che questa nuova prassi politico-amministrativa si è già tradotta in atti ufficiali, mi interrogo ancora di più quale sia allora il ruolo di qualche organo monocratico, come ad esempio il segretario comunale, o altri, che pur ha l’obbligo di partecipare con funzioni consultive alle riunioni dell’organo collegiale coinvolto.
Ancora mi chiedo se l’originale prassi di una maggioranza che vede e dispone delle sorti della propria opposizione non debba sottoporsi all’attenzione del Signor Prefetto, titolare di un ruolo unico, fondamentale per quanto attiene ai rapporti tra Stato e autonomie locali, quindi lo stesso regolare funzionamento di quest’ultime.
Ho anche imparato che in un organo o ufficio amministrativo può sfuggire, dimenticarsi o tralasciarsi un documento, pur se utile a conseguire un interesse collettivo della comunità, perché tanto alla fine può capitare, nessuno ne ha colpa e guai a sostenere o insinuare il contrario.

Sinora non ho proprio capito nulla, sono confuso, non ho più certezze.
Le stesse certezze che ho perso se abbia o no valore parlare ancora di conflitto d’interessi.
Per anni come minaccia è stato sventolato il conflitto d’interessi nei confronti dell’ormai ottuagenario Cavaliere e, adesso, di colpo tutto cade nel vuoto: uno storico dell’arte del Ministero dei beni culturali può possedere una ditta di restauro; un primario di pronto soccorso o un anatomopatologo possono possedere un’impresa di pompe funebri; un assessore ai lavori pubblici può possedere un’impresa di costruzioni e infrastrutture….
Cosa volete che sia, tutto regolare, niente da eccepire. Mica si può stare a guardare il pelo nell’uovo, tanto più se ormai frittata fatta!

Ho capito che devo tacere, non permettermi più di dubitare di chi esercita il potere e, se contrariato, mostra i denti e invoca la legge.
La censura e l’intimidazione sono sempre in agguato.
Sono un suddito non un cittadino e i sudditi non devono fiatare.