tangenziale asse arroccamento Forlì

La Statale 67 è tornata nuovamente sotto ai riflettori a seguito della messa sotto sequestro del viadotto Puleto e la conseguente impraticabilità della E45, che ha reso ancora più complessi i collegamenti della Romagna con la Toscana. La viabilità interrotta ha fatto incrementare notevolmente il traffico su quella che, ormai da troppo tempo, costituisce la grande incompiuta. Da decenni la “Ravenna Livorno” richiederebbe un importante progetto di ammodernamento, per risolvere le pesanti criticità del tratto romagnolo. Non solo l’interruzione della Ravegnana a Ghibullo, che sta mettendo in ginocchio le aziende dell’area, ma anche il tratto appenninico, risultano inadeguati alla circolazione del traffico pesante. La situazione è grave per tutto il sistema imprenditoriale del comprensorio, penalizzato da un sistema viario che abbisogna di interventi strutturali di rilievo, da anni procrastinati per l’assenza di fondi.

I vertici di Confartigianato Forlì chiariscono «non vogliamo alimentare una polemica sterile, vogliamo piuttosto evidenziare come, ancora una volta, i cittadini e le imprese stiano subendo danni a causa di una situazione che denunciamo da oltre vent’anni. Era il 1997, quando promuovemmo un confronto fra amministratori pubblici, Anas e imprese per ribadire che la “statale dei due mari” non era in grado di sopportare il traffico pesante. Realtà che, nonostante le rassicurazioni, non è mutata nel tempo. Con le precipitazioni di queste ore, la paralisi del traffico è ancora più evidente e quella che venne definita, già allora, come priorità strategica, rimane una trappola per chi si illude di poter percorrere una strada statale degna di tale definizione

Per l’Associazione forlivese l’efficientamento della viabilità è essenziale per l’economia del territorio ed è stato indicato come elemento centrale anche nel corso dell’evento organizzato come Confartigianato Romagna lo scorso dicembre, alla presenza del presidente della Regione Stefano Bonaccini. «Infrastrutture viarie moderne sono la precondizione per poter competere con gli altri operatori del mercato. Speriamo vivamente che la Regione intervenga con solerzia per dare una risposta al problema. Non possiamo pensare che gli operatori economici del territorio, che contribuiscono al benessere della collettività, siano gravati anche da queste difficoltà, scegliendo di produrre in Romagna».