distributore benzina

La notizia dell’applicazione di un sovrapprezzo da parte dei benzinai all’emissione della fattura elettronica ha creato clamore. L’obiezione sollevata è che, con questo importo aggiuntivo, i benzinai scaricherebbero i costi legati alla fatturazione elettronica sul cliente. Tuttavia, si difende la categoria, coi margini di guadagno sempre più risicati derivanti dalla vendita di carburante, il cui prezzo è imposto, e con il venir meno del credito d’imposta concesso dalla precedente finanziaria, che garantiva un bonus del 50% delle commissioni bancarie, la situazione non è più sostenibile.

Indipendentemente dal caso specifico, che vede il settore in forte agitazione, la realtà è che la nuova e-fattura sta creando notevoli criticità. Spiega Marco Valenti vicesegretario di Confartigianato Forlì. «Confartigianato sta continuando a monitorare la situazione per comprendere l’impatto di questa innovazione, di cui, lo ribadiamo, non condivide le motivazioni: combattere l’evasione imponendo a tutti, anche a coloro che hanno sempre agito nel rispetto delle norme, un aggravio di burocrazia la Confederazione, in questi mesi, ha svolto una costante azione di confronto con Governo e Parlamento per introdurre norme tese a semplificare il processo di fatturazione elettronica e per ottenere la non applicabilità delle sanzioni nella fase di avvio. Il cambiamento rappresenta tuttavia una novità epocale, con un impatto gravoso soprattutto sulle microimprese, per questo continuiamo a operare per essere partner dell’impresa e facilitatori del cambiamento, senza innescare polemiche sterili, nocive per l’intero sistema produttivo, soprattutto oggi, di fronte al rischio di una nuova recessione. Il nostro obiettivo è di affiancare l’imprenditore offrendo assistenza concreta, anche dal punto di vista tecnico e formativo».