San Varano di Forlì

Il 16 gennaio ricorrerà l’anniversario del terribile incidente stradale avvenuto nel 1925 a San Varano di Forlì quando un camion investì un gruppo di scolari all’uscita da scuola uccidendone due sul colpo, mentre altri due morirono nelle ore successive per le ferite riportate. Nel 1928 sul luogo dove avvenne il tragico fatto fu eretto un monumento ideato dallo scultore Roberto De Cupis che, al proprio interno, conserva la scultura “La pietà” rappresentata. Dopo un restauro avvenuto negli anni Ottanta, “La Pietà” di De Cupis fu abbandonata al suo destino. Oggi, a distanza di cinque anni dall’allarme lanciato per il degrado dell’opera da Marco Viroli e Gabriele Zelli, i lavori di restauro (in questo momento fermi a causa delle basse temperature invernali) sono a buon punto. La squadra di restauratori guidata da Andrea Giunchi, in accordo con Il Comune di Forlì e la Soprintendenza di Ravenna, ha pressoché completato il recupero del tempietto che al suo interno contiene “La pietà”.

Abbiamo intervistato Andrea Giunchi, titolare della Ditta “Giunchi Andrea Laboratorio di Restauro di Cesena” che ci ha fatto il preciso punto dello stato di avanzamento dei lavori:
«Con la rimozione dei muschi e dei depositi che vi si erano formati nel tempo, la parte sommitale del tempietto è stata terminata. Poiché il tempietto fu interamente costruito in cemento armato i cui ferri ossidati hanno fatto saltare alcune parti della struttura, è stato portato a termine l’intervento di ripristino di tutte le porzioni che si erano distaccate. Nel restauro siamo obbligati a utilizzare materiali che possano essere assolutamente reversibili, nel senso che se un domani fosse necessario un nuovo intervento, quelle parti possano essere facilmente rimosse. Normalmente De Cupis lavorava su materiale povero, come il cemento, per poi nobilitarlo attraverso la finitura.

Con la Soprintendenza abbiamo definito tutti i livelli di finitura che dovremo mettere in atto sulle figure della “Pietà”, anch’essa realizzata in materiale cementizio e ottenuta tramite stampo. Abbiamo trovato lacerti di finitura color bronzo che creava l’illusione che la statua fosse stata realizzata in quel metallo. Purtroppo gli agenti atmosferici e lo scorrere del tempo hanno fatto sì che l’opera si deteriorasse inesorabilmente.

Anche il tempietto molto probabilmente era colorato perché De Cupis non lasciava mai nulla senza rifinitura. Con ogni probabilità alla struttura era stata data una colorazione grigiastro – giallognola. L’accostamento tra questi colori e il bronzo è, infatti, riscontrabile in altre opere di De Cupis presenti al Cimitero Monumentale di Forlì. Non essendoci prove certe di questo, la Soprintendenza non ha permesso la colorazione del tempietto che sarà lasciato color cemento. Un materiale però molto particolare quello utilizzato dal De Cupis poiché ottenuto con polvere grigia, bianca e rossa che servivano a nobilitare il cemento stesso.

Gran parte degli scalini era andata fuori asse e per questo li abbiamo smontati e rimontati costruendo prima una base di sostegno. La parte sommitale del tempietto è stata trattata con un protettivo idrorepellente che farà respirare l’opera e impedirà infiltrazioni d’acqua. Lo stesso protettivo sarà passato su tutte le altre parti della struttura.

“La Pietà” era mancante della mano sinistra e altre parti erano distaccate. Quelle ancora disponibili sono state riapplicate. La mano invece è stata ricostruita in conformità alla documentazione fotografica in nostro possesso, in cui si vede frontalmente. Per realizzarla e per ottenere il nulla osta della Soprintendenza abbiamo fatto un calco di gesso che è stato poi trasformato in un calco cementizio. Un altro piccolo ritocco di ricostruzione è stato portato a termine anche sulla punta del naso della madre.

Quando le temperature lo permetteranno, ossia quando torneranno stabili sopra i 10 gradi, potremmo riprendere l’intervento. Ora anche l’altissima umidità rende più scura la superficie mentre noi, per agire correttamente, abbiamo bisogno che la superficie sia ben asciutta. Prevediamo quindi a inizio primavera di ricominciare i lavori. Si tratterà di un intervento che, per arrivare a conclusione, richiederà 20/25 giorni lavorativi».

Al momento, mancano ancora poche migliaia di euro per coprire interamente le spese dei lavori. Il Comitato di Quartiere San Varano, promotore del restauro con il supporto del Comune di Forlì e della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, fa sapere che è ancora possibile effettuare donazioni tramite bonifico bancario sul conto corrente del Comitato di Quartiere San Varano: IBAN: IT 65 E 08542 13201 061000 278772 – BCC – Filiale di San Varano.