vittorio sgarbi

Visto i trascorsi politici di Vittorio Sgarbi, il suo recente movimento politico Rinascimento dovrebbe chiamarsi “Ripascimento”, termine che se riferito alla costa significa rimpiazzare il materiale perduto con l’erosione. Significato sicuramente più calzante per chi si candida per rimpiazzare e si dimette per ricandidarsi alla stregua di un numero decimale periodico. La storia di Vittorio Sgarbi, candidato negli ultimi 20 anni in tutti i partiti dell’arco politico italiano è nota alla maggioranza degli italiani, anche se molti elettori hanno mostrato con il loro sostegno, segni evidenti di amnesia.

L’ex monarchico-comunista-democristiano-radicale-missino-socialista-liberale Sgarbi si è candidato a governatore, assessore, europarlamentare, sindaco, deputato ed a qualsiasi altra carica politica che permettesse lui visibilità mediatica, stando però ben attento a farlo sempre contemporaneamente alla rinuncia. Questa schizofrenia politica senza eguali è però quasi sempre garantita colpevolmente dalla “encefalopatia spongiforme caprina” (capra pazza) del suo gregge seppur ridotto di elettori, e di quei partiti che lo hanno accolto tra le proprie file. Senza ripercorrere l’intero percorso politico ma solo quello dell’ultimo anno di vita, è facile intuire che in una qualsiasi democrazia occidentale “all’insultatore seriale” non sarebbe stato affidato nemmeno l’incarico di organizzare la tombola di Natale del Bar dello Sport.

Il buon Vittorio si candidò lo scorso anno alle elezioni regionali siciliane con il suo movimento politico Rinascimento per poi rinunciarvi poco (minuti) dopo per un posto sicuro in lista con Forza Italia. Ovviamente entrambe le candidature avvennero quando Sgarbi era assessore al Comune di Urbino e Cosenza. Poco dopo essere stato eletto in Sicilia, si candidò pure alle politiche del 4 marzo, la cui elezione però verrà accettata solo se, dice lui: “verrò incaricato Ministro della Cultura”.

La farsa continuò con le dimissioni dalla carica regionale siciliana per mantenere quella di deputato per poi candidarsi subito dopo a sindaco di Sutri, Comune dove poi venne eletto. Ritenendo i suoi impegni ancora poco gravosi nonostante a tutto ciò andrebbero aggiunte le centinaia di serate dedicate alla cultura ed alla critica d’arte, a settembre annuncia di voler acquistare, senza avere i soldi, il Cervia calcio: “Mi aiuteranno gli arabi”. Il 4 ottobre scorso decide, come i bambini dell’asilo, di abbandonare il gruppo di Forza Italia alla Camera perché Silvio Berlusconi annullò la sua visita a Sutri. Si iscrive quindi al gruppo misto.

È notizia di ieri l’ennesima candidatura, e in questo caso per la seconda volta (la prima nel 1996), a sindaco di Ferrara. L’annuncio poi racchiude tutta l’essenza politica e morale di quel “Ripascimento” politico che Sgarbi incarna alla perfezione: “Ho deciso di presentare alle prossime amministrative ed europee la mia lista, per conquistare l’amministrazione della città (Ferrara, ndr) e restituirle il suo primato culturale”. Se i miei alleati mi chiederanno di scegliere Ferrara, lascerò Sutri anche domattina».

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Nato a Rimini nel 1970, giornalista investigativo si occupa soprattutto di Ambiente, Sicurezza Lavoro, Balneazione, Archeologia industriale. Ha lavorato 4 anni a La Voce di Romagna ed alcuni mesi al Corriere Romagna. Da 5 anni è freelance. Archivia tutti i video servizi sulla pagina pubblica Youtube “LaVoceRomagnola”.