Simona Vietina Forza Italia

Il consiglio comunale di Ravenna, di inizio ottobre, al quale il direttore generale della Ausl Romagna Marcello Tonini è stato chiamato a relazionare, è la presa d’atto delle criticità di questa gestione che lascia perplesse non solo le opposizioni, ma la stessa maggioranza. Da Tonini ci aspettiamo risposte serie, urgenti, a problemi annosi, mai risolti. Di fatto l’Ausl Romagna non è mai decollata, continua a essere un ‘mix’ mal riuscito delle quattro aziende sanitarie senza una reale visione di insieme e senza quella auspicata integrazione che dovrebbe far conseguire risparmio ed efficientamento”. E’ un duro attacco alla gestione della Ausl Romagna quello di Simona Vietina, sindaco di Tredozio e deputato di Forza Italia che torna sulle criticità della grande azienda sanitaria unica.

L’attuale direttore generale della Ausl Romagna Marcello Tonini, uomo del PD, viene ritenuto un maestro nella gestione dei bilanci aziendali, ma i cittadini romagnoli devono sapere che la tanto decantata gestione dei conti viene ottenuta tagliando sui servizi, sul personale sanitario, utilizzando spesso l’interim per i primariati, sul cui utilizzo nutriamo molti dubbi sotto il profilo della legittimità – prosegue Vietina -. Decine di migliaia di euro vengono impiegate in consulenze legali e avvocati per mantenere in piedi una struttura sempre più vacillante. Per tutti valga l’esempio della struttura aziendale per l’assegnazione di protesi e ausili a disabili con invalidità civile che costringe i pazienti ad un vero e propriotour de force. Abbiamo letto diverse volte le lamentele dei cittadini per i pannoloni che ogni giorno che passa diventano di qualità sempre più carente, dei deambulatori che non ci sono e che costringono persone disabili nei movimenti a faticanti attese, di carrozzine elettriche in manutenzione che vengono restituite in tempi memorabili, di materassi antidecubito assenti, di calzature che richiedono tempi biblici per essere consegnate”.

Naturalmente il tutto comporta un risparmio ingente ma che determina scontento dei professionisti e disservizi ai cittadini. Tra queste ricordiamo le prese di posizioni legali di questa azienda nei confronti dei suoi professionisti, azioni che costano alla struttura una marea di soldi”. Vietina non risparmia nemmeno la Regione. “Del resto anche le difese d’ufficio che vengono dall’assessore alla sanità regionale, Sergio Venturi, diventano sempre più stanche – afferma -. E’ sotto gli occhi di tutti il declino della sanità tanto decantata dell’Emilia Romagna, nei tempi di attesa sempre più lunghi, nell’inevitabile ricorso alla sanità privata per mancanza di risposte dal pubblico. Occorrono mesi di attesa per ottenere un intervento di ernia inguinale o per interventi alla prostata che non siano di natura neoplastica a meno che non si metta mano al portafoglio usando la scorciatoia della libera professione. Non va meglio nemmeno sul fronte della prevenzione: abbiamo infatti il record nazionale dei casi di West Nile Desease e il poco invidiabile record europeo di persone decedute per questa grave malattia, il tutto in una Romagna che ha nel turismo balneare una delle sue principali attività economiche. Sicuramente la strategia della direzione generale di accorpare le unità operative complesse dei vari territori, fra cui anche quella di malattie infettive, ha creato non pochi disservizi nel reparto”.

Accorpando le organizzazioni infatti si “tagliano“ i comandanti e si crea confusione perché nessuno si assume più alcuna responsabilità diretta e chi dovrebbe averla fa fatica a gestire territori diversi vista l’esagerata mole di lavoro e di responsabilità creatasi nelle nuove organizzazioni. Il tutto, naturalmente, va a scapito dei servizi orientati ai cittadini. Si è distrutta una medicina che funzionava per dare spazio a macerie fumanti. E il direttore generale deve dare risposte, dire in qualche direzione vuol portare questa Azienda Sanitaria”, conclude Vietina.