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L’Italia è lo Stato con più Patrimoni Unesco al mondo (54) e questo non può che inorgoglirci. Ciò non significa però che si possa ottenere tale “denominazione” anche per siti che pur essendo belli ed importanti, non hanno i requisiti per poter essere considerati Patrimonio dell’Umanità, uno su tutti, “l’eccezionale valore universale”. Siti che quindi devono rappresentare delle particolarità di eccezionale importanza da un punto di vista culturale o naturale.

L’idea da parte della Cooperativa Bagnini della Perla Verde di proporre la spiaggia di Riccione come Patrimonio Unesco risulta essere al quanto sorprendente, oltre che sprecare inutilmente tempo, risorse ed energie pubbliche. Detto arenile, che si voglia o no, è identico a la maggior parte delle spiagge del litorale romagnolo ma anche italiano. Dove starebbe quindi l’universalità resta un mistero. Perfino le spiagge di sabbia bianca presenti nel mondo, bagnate da mari cristallini ed immerse in un patrimonio naturale di pregio non hanno tale denominazione proprio perché, sono oggettivamente di pregio ma sono migliaia. Alle Maldive, alle Seychelles, nelle isole dei Caraibi, in Thailandia, Indonesia, Grecia e in Madagascar sono rimasti spiazzati dall’idea riccionese. Solo isole o siti di pregio naturalistico, faunistico o storico che includono di conseguenza anche le spiagge hanno ottenuto tale denominazione. Un litorale quello romagnolo in cui il filmato su facebook di un cavalluccio marino a riva diventa virale e la vista di alcuni delfini al largo di Cesenatico una notizia da TG3, sono le uniche prove di eccezionalità faunistico balneare.

L’assessore riccionese al Demanio Andrea Dionigi Palazzi ai microfoni di Tempo Reale in merito ha affermato: “La cosa positiva è che siamo i primi al mondo a farlo e non candidiamo la spiaggia ma gli usi di spiaggia”. Anche un comune mortale è in grado di prendere atto che la spiaggia di Riccione è uguale a quella di Cervia o a quella di Marina di Ravenna e così pure l’uso che se ne fa. Cosa ben diversa se per esempio Riccione avesse lasciato un chilometro di spiaggia con le dune come in passato e ne avesse tutelato il patrimonio naturale chiudendola al pubblico integralmente. Ma in questo periodo storico è di moda elevare il proprio livello identitario, anche se “normale”, anche quando l’identità è ormai omologata da decenni ed indistinguibile dal resto. Ma anche per la politica quella identitaria è una battaglia utile a conseguire consensi: “Le nostre identità e peculiarità sono inconfondibili e come tali è per l’amministrazione di grande interesse che queste vengano tutelate e custodite” afferma Andrea Dionigi Palazzi. L’assessore riccionese in merito alla spiaggia riccionese utilizza proprio parole come “senso di appartenenza e specificità”, argomenti utili solo se proposti ai dei bambini. Ma l’auspicabile sostegno politico a progetti il cui fine è valorizzare il territorio anche quando fuori luogo, permette comunque alle amministrazioni comunali di propagandare la propria vocazione protettiva illudendo quei cittadini incapaci di una semplice valutazione comparativa e critica. Ma tra gli amministratori comunali ed i bagnini, qualcuno avrà letto quali siano i criteri di valutazione per ottenere la denominazione di Patrimonio Unesco? Requisiti imposti al fine di filtrare le migliaia di siti mondiali belli ed importanti da quelli invece “eccezionali” e quindi con peculiarità uniche ed universali.

I siti designati devono essere di “eccezionale valore universale” e soddisfare almeno uno dei dieci criteri qui di seguito riportati:
Criteri culturali
(I) “rappresentare un capolavoro del genio creativo umano”.
(II) “testimoniare un cambiamento considerevole culturale in un dato periodo sia in campo archeologico sia architettonico sia della tecnologia, artistico o paesaggistico”.
(III) “apportare una testimonianza unica o eccezionale su una tradizione culturale o della civiltà”.
(IV) “offrire un esempio eminente di un tipo di costruzione architettonica o del paesaggio o tecnologico illustrante uno dei periodi della storia umana”.
(V) “essere un esempio eminente dell’interazione umana con l’ambiente”.
(VI) “essere direttamente associato a avvenimenti legati a idee, credenze o opere artistiche e letterarie aventi un significato universale eccezionale (possibilmente in associazione ad altri punti)”.
Criteri naturali
(VII) “rappresentare dei fenomeni naturali o atmosfere di una bellezza naturale e di una importanza estetica eccezionale”.
(VIII) “essere uno degli esempi rappresentativi di grandi epoche storiche a testimonianza della vita o dei processi geologici”.
(IX) “essere uno degli esempi eminenti dei processi ecologici e biologici in corso nell’evoluzione dell’ecosistema”.
(X) “contenere gli habitat naturali più rappresentativi e più importanti per la conservazione delle biodiversità, compresi gli spazi minacciati aventi un particolare valore universale eccezionale dal punto di vista della scienza e della conservazione”.

Qualcuno di voi è stato in grado di trovare almeno uno dei criteri sopraindicati che la spiaggia di Riccione possa soddisfare? La realtà è che tale iniziativa infantile dimostra come a volte i cittadini vengano trattati come dei bambini, per quello che sarà inevitabilmente dichiarato “Patrimonio di sta cippa”.