Scinder-list

A meno di un anno dalla sua fondazione si è consumato lo scioglimento di LeU (Liberi e Uguali), la lista politica di sinistra lanciata il 3 dicembre 2017 da Pietro Grasso. Lista che unì “Articolo 1 – MDP” di Roberto Speranza e dei fuoriusciti dal PD, “Sinistra Italiana” frutto della fusione di “Sinistra Ecologia Libertà” con “Futuro a Sinistra” e guidata da Stefano Fassina (che tra l’altro alla fine di agosto ha fondato anche “Patria e costituzione”), e “Possibile” il partito di Pippo Civati fuoriuscito anch’esso dal PD.

Le ormai puntuali scissioni del micro cosmo della sinistra radicale hanno avuto l’apparente fine di riunirsi poi in un unico partito politicamente più rilevante. In realtà questi atomi vaganti nello spazio politico italiano si uniscono per auto conservarsi e superare la soglia di sbarramento che garantisce loro l’entrata in parlamento. Ed anche oggi, dopo l’ennesima scissione, l’obbiettivo resta sempre lo stesso: creare un altro soggetto politico che possa conservare “i posti di lavoro” anche in futuro. Il percorso è sempre lo stesso: anziché provare a rinnovare gli esponenti politici, si cambia la sigla del partito, et voilà. Il caso più emblematico è proprio quello di LeU che alle ultime elezioni politiche, ha illuso decine di giovani militanti proponendo loro un rinnovamento politico che poi ha disatteso posizionando come capilista i soliti noti.

Laura Boldrini senza le candidature in più seggi non sarebbe mai rientrata e così pure molti altri esponenti che hanno usato la nuova “accozzaglia” politica (si unirono anche “Socialisti in Movimento” ed i Verdi del Sudtirolo/Alto Adige) per accaparrarsi i pochi posti che il basso consenso elettorale garantisce. Nonostante alle ultime elezioni LeU abbia superato di pochissimo lo sbarramento del 3% ed abbia ottenuto solo 14 deputati e 4 senatori, gli esponenti dell’estrema sinistra sembrano non voler prendere atto del fallimento politico dimostrato proprio da quei numeri. Perseverano quindi nell’usare questo mandato a “culo coperto” per raccapezzare l’ennesimo “nuovo” soggetto politico che possa garantire anche in futuro poltrone per culi ormai senza riga.

È evidente che il problema principale di questo ennesimo sfaldamento è la credibilità di esponenti che continuino a fondare nuove sigle restando però sempre gli stessi. Tutto ciò con l’aggravante di mantenere costante una comunicazione politica incompressibile che Checco Zalone aveva ironicamente individuato già da tempo: “il peggior difetto della sinistra è “l’incapibilità”! L’esponente che più di ogni altro in questi anni è risultato tra i più enigmatici è stato senza dubbio Pier Luigi Bersani. I “penultimatum” un tanto al chilo ed i discorsi senza capo ne coda conditi da metafore demenziali che spesso risultavano la parte più lucida del discorso, sono stati la sua vera linea politica. Lo stesso Pietro Grasso si è distinto per una “comunicazione sonnambula” avallata da un carisma pari a quello di un bengalino.

Contrapporre al pensiero unico la narcolessia “grassiana” non ha però pagato e lo si era capito già quando si candidò a leader di LeU. Ininfluente anche il contenuto politico di esponenti come Nicola Fratoianni e “Stefano Fassina chi” nonché quello di Giuseppe Civati; quest’ultimo insieme a Massimo D’Alema non riuscì ad entrare in parlamento proprio a causa del risultato elettorale disastroso. Invece i “rimastoni” come Luigi Bersani, Guglielmo Epifani e Vasco Errani riuscirono ad incollare i loro deretani alla solita poltrona nonostante il continuo declino di consensi che invece indicherebbe loro la porta d’uscita. Ora dopo questo ennesimo scioglimento inizierà il consueto percorso politico di ricerca “della quadra” per riuscire a unificare nuovamente, attraverso una altro soggetto politico, i microcosmi di sinistra, autoreferenziali, autorappresentativi, dal linguaggio criptico, destinati inevitabilmente all’estinzione ma che venderanno cara la pelle. Dunque la ricerca di “un posto a tavola” continuerà ad essere l’unico leitmotiv che davvero li unisce tutti o almeno fino alla prossima scissione.