Progetto-a-Vecchiazzano

Riceviamo e pubblichiamo la seguente segnalazione di un lettore.
«Zitti, zitti, quatti, quatti, dopo circa dieci anni dalla battaglia portata avanti da molti cittadini per un paio di anni (2008-2010) riappare la “strada per la Cava” di Vecchiazzano, annunciata con enfasi come una grande conquista: “si torna a costruire strade a Forlì”, tre milioni di euro che finanzieranno direttamente la nuova strada tra via Veclezio e via del Partigiano, [ma anche ndr] il collegamento tra centro storico e Musei San Domenico con la riqualificazione di via Leone Cobelli, la manutenzione straordinaria delle strade e del Canale di Ravaldino…”.

Nel gennaio 2008, in un mese furono raccolte 850 firme di cittadini contro tale progetto, seguirono assemblee “infuocate” a cui parteciparono gli Amministratori; poi la contestazione cessò perché non c’erano i fondi per la costruzione della strada per la quale (allora) si prevedeva una lievitazione dei costi ad almeno 4 milioni e con la promessa formale degli Amministratori che i cittadini sarebbero comunque stati interpellati. Non se n’è saputo più nulla per 8 anni ed ora rispunta il progetto praticamente esecutivo, quindi portato avanti in tutto questo tempo “alla chetichella”. L’annuncio enfatico non parla della Cava che si aprirà, né dell’impatto ambientale, che strada e cava determineranno. La strada intersecherà, senza “by-passarle”, tre strade esistenti da sempre (Tomba, del Tesoro, Castel Latino): le prime due e avranno una parte a fondo chiuso ed l’obbligo di strane giravolte per immettersi nella parte a monte, la terza avrà un vero e proprio incrocio. La strada di servizio alla Cava attraverserà anche tre piccoli corsi d’acqua, secchi d’estate, ma torrentelli pericolosi quando cadono le sempre più frequenti “bombe d’acqua”.

Fauna, natura e paesaggio della prima parte collinare di Forlì saranno devastate: cari forlivesi amanti del jogging, delle passeggiate a piedi o in bici, sappiate che le strade per Massa saranno attraversate da una camionabile da e per una Cava di sabbiella preziosa (solo per alcuni) come l’oro. Per raggiungere la lavorazione di inerti di Magliano, i camion dovranno poi passare sul ponte di Vecchiazzano (tratto Ospedale-Via dell’Appennino) e, preparatevi, l’attuale intasamento giornaliero diverrà insostenibile! Ma attenzione: se vi diranno che non è vero, sarà perché hanno già previsto che gli inerti saranno lavorati direttamente nella Cava di Vecchiazzano! A poche centinaia di metri dall’abitato: fumo, rumore, polveri ed inquinamento. Abitanti di Vecchiazzano, preparatevi a chiudere le finestre!

Ora vien da chiedersi: questa strada camionabile di servizio per la cava (e non è un by-pass per il traffico!), il cui costo era valutato 10 anni fa non meno di 4 milioni, quanto verrà a costare per essere completata? I finanziamenti appena giunti (e da dividersi con il collegamento al San Domenico, la riqualificazione di via Cobelli, la manutenzione delle strade e del canale di Ravaldino) probabilmente saranno appena sufficienti per pagare i terreni espropriati, ma il costo complessivo dell’opera sarà molto, ma molto più gravoso (8-10 milioni?). Si sa, una volta iniziata l’opera di devastazione, poi si troveranno i fondi per portarla a termine (tanto i soldi saranno pubblici).

A questo punto la proposta è: pur tenendo conto dei costi per gli espropri ormai irrinunciabili, perché non prendere in considerazione il progetto alternativo a suo tempo avanzata da WWF e Verdi di costruire un tragitto di circa 1Km, sicuramente meno impattante, che, con un ponte sul Rabbi, potrebbe collegare la Cava con via dell’Appennino proprio di fronte all’arrivo della tangenziale? Con una seria e trasparente”analisi dei costi, dei danni e dei benefici” perché non chiedere ai cittadini di Forlì il parere con un referendum, viste le promesse fatte dagli Amministratori degli anni 2010 e visto che il paesaggio, il verde ed il rispetto della natura (e della salute) sono patrimonio di tutti»?

Ruggero Ridolfi già coordinatore nel 2008 del comitato per la tutela della salute e dell’ambiente di Vecchiazzano, di cui fece parte attiva il compianto Gilberto Giorgetti, storico, scrittore, artista, operatore culturale forlivese.