Alea-rifiuti

Il debito pubblico del Comune, pur in lieve calo e previsione al ribasso, è ancora elevato: si passa dai 92,3 milioni di euro nel 2017 agli 84,8 milioni del 2018. Un debito che risente ancora dell’effetto dei cosiddetti “derivati” sottoscritti dalle precedenti amministrazioni e su cui si pagano ancora oneri annuali milionari per il pagamento degli interessi. Si pensi soltanto al costo milionario degli accordi stipulati dalle precedenti amministrazioni a guida Pd con Dexia Crediop con il Comune che era arrivato a pagare un tasso d’interesse al 4% contro un valore di mercato di quasi la metà”: è il commento del capogruppo comunale di Forza Italia, Fabrizio Ragni, alla presentazione del bilancio di previsione 2019 del Comune di Forlì.

Gli effetti degli strumenti finanziari adottati ancora pesano nelle casse comunali e dunque nelle tasche dell’intera collettività. E rinegoziare i mutui non è sufficiente per abbattere il peso del debito che incombe su ogni cittadino. A Forlì è 22,34 euro il debito procapite mentre a Cesena, per avere un termine di confronto è appena 4,41 euro procapite, secondo un’elaborazione del Sole 24 ore su dati OpenPolis/ Infodata. Ci sono 3mila Comuni in tutta Italia che non hanno acceso mutui o dove l’indebitamento è stato di appena 2 centesimi per abitante. Una prova che si poteva fare meglio ed evitare di affidarsi a società che erogavano contratti speculativi o titoli spazzatura alla base della crisi della finanza mondiale”: aggiunge ancora Ragni.

In questi anni le giunta comunali del Pd hanno evidenziato i tagli dei trasferimenti statali agli enti locali, evidenziano il rischio che si mettessero in crisi i bilanci Comunali. Ma s’è preferito tacere sulle scelte sbagliate fatte in passato dagli amministratori che hanno pesato, e non poco, anche nell’indebitamento procapite di tutti i forlivesi”: spiega il capogruppo comunale di Forza Italia.

Il Comune di Forlì, ampliando la platea di chi gode dell’esenzione dell’addizionale comunale Irpef (la soglia passa da 8 mila a 15mila euro di reddito) promette un risparmio medio di 71 euro di tasse a 14mila forlivesi nel 2019.
E Ragni commenta: “Al netto della propaganda elettorale, e dopo aver spremuto per anni i forlivesi, per la giunta del sindaco Drei si tratta di una mossa abbastanza scontata: allinearsi alle fasce di esenzione totale dal pagamento dell’addizionale Irpef praticate da altri Comuni dell’Emilia-Romagna, come in provincia di Reggio o nel bolognese. Tanti altri Comuni italiani piccoli e grandi (una per tutte: Riccione) hanno mostrato maggiore coraggio estendendo la platea degli esenti dal pagamento dell’Irpef fino ad una soglia di reddito di 17-20 mila euro, e addirittura, solo per fare un esempio, a Santa Margherita Ligure, il Comune ha garantito un’esenzione totale per gli imponibili fino a 40 mila euro. Dunque, sulle leve fiscali in generale il sindaco Drei poteva fare di più”.

Secondo il capogruppo di Forza Italia: “la mossa sull’Irpef ha una doppia finalità: elettorale e far digerire meglio i rincari che peseranno sulle tasche di tutti i cittadini con le nuove tariffe di Alea”.
Ancora non conosciamo la tariffa fissa, ma sommando i costi dei vari svuotamenti dei bidoni (si pagheranno 15 euro per il ritiro dell’umido 120 litri oltre i 4 mesi stabiliti, sarà a pagamento il ritiro di erba, foglie, ramaglie e tronchi oltre la quantità minima di 15 mc, sarà a carico dell’utente il ritiro dei rifiuti ingombranti a domicilio, e sarà messo a carico degli anziani e delle famiglie con neonati il costo del ritiro dei pannoloni e pannolini) possiamo tranquillamente dire fin d’ora che una famiglia media sarà chiamata a pagare più di quanto risparmierà con l’annunciata esenzione comunale dell’ Irpef”: afferma il capogruppo di Forza Italia, Fabrizio Ragni.
Per non parlare della scelta del Comune di trasferire ad Alea la riscossione della Tari proprio mentre abbiamo chiesto la riduzione della Tari alle famiglie numerose ed a i cittadini più virtuosi nella raccolta differenziata sul modello elaborato dalla stessa Alea”: conclude il Forzista.