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Le azioni americane hanno perso un po’ di terreno, e il dollaro statunitense ha rafforzato i propri guadagni rispetto alle principali valute del basket di riferimento, dopo che la Federal Reserve ha lasciato invariati i tassi di interesse, confermando al contempo di essere in procinto di aumentare i tassi nel corso del meeting del mese di dicembre, l’ultimo dell’anno.

In particolare, le azioni Tech di Wall Street hanno sottoperformato dopo che la Square di Jack Dorsey ha fornito una previsione deludente sul proprio conto, e dopo che Roku ha riportato una crescita più lenta di quanto non fosse stato previsto. Ulteriormente, il calo delle aziende energetiche sembra aver contribuito in misura significativa alle perdite sull’indice S&P 500, con il petrolio che è sceso per un nono giorno consecutivo e ha contribuito a imprimere al mercato delle commodity una tendenza “bear”. I rendimenti del Tesoro sono rimasti stabili.

Ad ogni modo, gli investitori avevano in gran parte previsto che la Federal Reserve non avrebbe provveduto a cambiare i tassi di interesse di riferimento nel corso di questa riunione, e hanno così preferito concentrarsi sulla ricerca di eventuali segnali sul ritmo della stretta politica fino al 2019. La banca centrale ha detto che l’attività economica è cresciuta a un ritmo sostenuto e che gli aumenti di posti di lavoro sono stati “forti”, riconoscendo un calo del tasso di disoccupazione, e ripetendo nella sua dichiarazione le sue prospettive di ulteriori aumenti “graduali” dei tassi.

Insomma, nel meeting di novembre la Fed non sembra aver apportato dei cambiamenti significativi, sottolineano gli esperti, lasciando poi intendere che tale coerenza potrebbe poi collimare con la necessità di dar seguito all’ultimo rialzo del 2018, nel meeting di dicembre, qualora i dati da qui alla vigilia della riunione non dovessero offrire delle sorprese negative.

Altrove, le azioni europee hanno subito delle flessioni nella giornata del meeting FOMC, e anche i rendimenti obbligazionari sono stati particolarmente in sofferenza. I rendimenti dei bond italiani, ad esempio, sono saliti dopo che l’Unione Europea ha avvertito che il deficit di bilancio della nazione sarà in grado di avvicinarsi pericolosamente al limite del blocco del 3%.

Per quanto concerne i dati macro, sempre particolarmente ambiti da parte di chi effettua delle analisi fondamentali con cui poi sorreggere le proprie strategie di investimento con le opzioni fx IqOption, ricordiamo come le richieste di sussidi di disoccupazione presentate negli Stati Uniti abbiano raggiunto un minimo storico di quasi cinque decenni, indicando così un mercato del lavoro più che solido. Dal canto suo, la Cina ha segnalato un aumento delle esportazioni e delle importazioni per il mese di ottobre, e dunque prima del prossimo ciclo di aumenti tariffari nella guerra commerciale con gli Stati Uniti.

A proposito di guerra commerciale, bisognerà ora comprendere in che modo i risultati delle elezioni Midterm potranno o meno influenzare la politica di Donald Trump. Non potendo probabilmente più agire sotto il profilo delle riforme fiscali, chiuso da un’opposizione democratica più forte, è possibile che Trump possa diventare più malleabile nelle sue relazioni commerciali internazionali.