mamma-che-allatta allattamento

Riceviamo e volentieri pubblichiamo il seguente comunicato.
«In tempi in cui trovare un lavoro stabile e giustamente remunerato risulta difficile ai più, ed in particolar modo alla fascia più giovane della popolazione, desta ancora maggiore sorpresa il fatto che ci siano aziende pronte a scommettere su giovani madri.
Se lo scorso anno fece così clamore la notizia di una donna assunta a dieci giorni dal parto, è perché per la popolazione femminile in età fertile risulta ahimè ancora più complesso entrare a far parte di un mercato sempre più chiuso in cui i vari jobs act e dl dignità cercano di aprire dei varchi rispetto alle nuove assunzioni tralasciando però sempre di intervenire rispetto alle ulteriori difficoltà che vivono le donne di qualunque fascia sociale, formazione e professione nel momento in cui devono entrare, o rientrare, nel mondo del lavoro dopo una maternità.
Nell’immaginario dei datori di lavoro la donna che ha appena partorito è naturale portatrice di un’indisponibilità a farsi carico in modo continuativo dei carichi di lavoro dovendo gestire l’ulteriore carico di cura che i piccoli comportano; d’altro canto, dati alla mano, le agevolazioni in termini di servizi e di supporto per la conciliazione vita-lavoro sono ancora carenti e non per tutte accessibili, anche in termini di costo.
Ecco perché pare doveroso segnalare il caso di un professionista di Forlì che, oltre a farsi carico di un nuovo progetto di sviluppo imprenditoriale, lo fa assumendo una giovane mamma di un bimbo di 7 mesi.
La mamma in questione, come purtroppo spesso succede, dopo il parto aveva trovato una situazione lavorativa poco accogliente che l’aveva costretta al licenziamento; ma questa volta nel suo caso sembra esserci stato un lieto fine perché, chiuso il precedente rapporto lavorativo, ha trovato ad attenderla una nuova opportunità di carriera lavorativa nello studio del dottor Francesco De Domenico.
Ci auguriamo che questi casi isolati un domani non debbano più suscitare l’attuale attenzione mediatica e che altri imprenditori al pari del dottor De Domenico comprendano la necessità di scommettere sulle donne ed in particolar modo sulla maternità trovando soluzioni di conciliazione che ancora lo Stato non è riuscito a proporre e garantire, se non spostando sulle aziende la gestione del welfare per i propri lavoratori».

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