Forlì dall'alto

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.
«Salvare lo storico Istituto Professionale “Ruffilli” contro la paventata proposta di smembramento e di aggregazione a tre diverse tipologie d’istituto, questo è il compito che si è dato il neonato Comitato in difesa del Ruffilli, organismo spontaneo che cresce giorno per giorno grazie alla sensibilità dei cittadini forlivesi. Cosa direbbe oggi il compianto senatore Ruffilli se vedesse la fine indegna dell’istituto che porta il suo nome? Cosa potrebbe pensare, proprio lui, fautore del rapporto scuola-formazione-lavoro, del fatto che l’unico istituto professionale della sua città perda la sua identità e la sua autonomia, disperda i suoi studenti in improbabili “filiere” o aggregazioni e non sia più in grado di garantire loro la dovuta formazione e l’auspicabile inserimento nel mondo del lavoro?
Come potrebbe reagire, proprio lui, europeista convinto, se vedesse disgregare un istituto professionale che persegue, da anni, i dettami europei della Carta di Lisbona e gli obiettivi di cittadinanza europea?
Il Comitato guarda con preoccupazione ai possibili risvolti della vicenda. Gli studenti rischierebbero seriamente di essere aggregati come scuola di serie B ad altri istituti e non più garantiti dalla continuità didattica: l’organico dei docenti del Ruffilli, infatti, si frantumerebbe, con gravi conseguenze specie per gli alunni disabili. Andrebbero in fumo anni di sperimentazione didattica e di qualificata progettualità, si determinerebbero situazioni caotiche all’atto dell’orientamento scolastico e delle iscrizioni,si renderebbe complessa e difficile la gestione didattica e finanziaria delle tre aggregazioni.
Quella a cui ci opponiamo è una proposta poco chiara, non essendo ancora dato sapere, nonostante varie richieste in più sedi e perfino un “question time” in un recente consiglio comunale, se si tratti solo di divisione amministrativa o di un vero e proprio trasloco di studenti, attrezzature, laboratori.
Una proposta in evidente contrasto con la recente riforma degli istituti professionali, che ne sottolinea l’identità “culturale, metodologica e organizzativa” e tende a rafforzarla.
Una proposta che, oltretutto, comprometterebbe anche la stessa identità dei tre istituti aggreganti (due tecnici ed un liceo) e che verrebbe messa in atto proprio in un momento in cui il mondo del lavoro, anche nel territorio forlivese, ha una forte necessità di giovani preparati e di nuovi profili professionali.
Una proposta motivata molto più da esigenze finanziarie che educative, sociali e culturali.
Per tutte queste ragioni, chiediamo un ripensamento da parte delle istituzioni preposte».

Comitato in difesa dell’Istituto Ruffilli di Forlì per una politica scolastica partecipata