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L’olio di fegato di merluzzo è un rimedio naturale utilizzato da moltissimo tempo per promuovere la buona salute. Dal XIX secolo ad oggi è stato utilizzato per diversi scopi: per combattere il rachitismo, come ricostituente, per la salute della pelle e dei capelli, contro la depressione, per combattere le complicanze del diabete e per trattare diversi altri disturbi, incluse svariate problematiche a livello cardiovascolare.

Infatti l’olio di fegato di merluzzo è una fonte di omega 3, gli acidi grassi alleati del cuore e delle arterie. Fra i benefici cardiovascolari riconosciuti a queste molecole – che sono considerate essenziali perché devono essere assunte attraverso gli alimenti o gli integratori alimentari – sono incluse la capacità di promuovere il buon funzionamento del cuore e quella di mantenere la pressione nella norma. Ma uno dei motivi per cui sono più famosi è la possibilità di tenere sotto controllo i livelli di trigliceridi nel sangue proprio attraverso la loro assunzione.

I trigliceridi: cosa sono e quali sono i valori di riferimento

I trigliceridi sono grassi che circolano nel sangue e che possono essere accumulati nei depositi di tessuto adiposo. In parte vengono introdotti con l’alimentazione e in parte vengono prodotti dall’organismo, che li può ad esempio sintetizzare a partire dai carboidrati che vengono assunti in eccesso rispetto ai suoi fabbisogni energetici. Il livello di trigliceridi nel sangue è considerato un importante indicatore del rischio cardiovascolare. In genere quando è basso non è considerato pericoloso: solo in alcuni casi potrebbe essere il sintomo di problemi di salute. Avere i trigliceridi altri è invece considerato pericoloso per la salute di cuore e arterie. Il valore massimo che non dovrebbero raggiungere è fissato a 150 mg per dl di sangue. I casi in cui la loro concentrazione è compresa tra 150 e 199 mg/dl sono considerati a rischio, mentre superati i 200 mg/dl, e ancor più al di sopra dei 500 mg/dl, la situazione è considerata preoccupante.

Come abbassare i trigliceridi con l’olio di fegato di merluzzo

In alcuni casi i trigliceridi alti sono il sintomo di una malattia sottostante, per esempio un ipotiroidismo, una cirrosi o un diabete non adeguatamente controllato. Anche alcune condizioni genetiche sono associate al loro aumento, così come l’assunzione di alcuni farmaci, l’abuso di alcolici, il fumo, un’attività fisica inadeguata o abitudini alimentari poco corrette. Agire, quando possibile, su questi fattori può aiutare a tenere sotto controllo i trigliceridi, ma un aiuto in più può arrivare anche dal mondo degli integratori alimentari. È proprio in questo contesto che si va a inserire l’uso dell’olio di fegato di merluzzo, che può aiutare a mantenerli nella norma grazie al loro contenuto in omega 3.

Gli omega 3 nell’olio di fegato di merluzzo

Gli omega 3 presenti nell’olio di fegato di merluzzo sono quelli biologicamente attivi: l’EPA (acido eicosapentaenoico) e il DHA (acido docosaesaenoico). La loro efficacia nel tenere sotto controllo i trigliceridi nel sangue è scientificamente riconosciuta, tanto che l’Efsa (l’Autorità europea per la sicurezza alimentare) ha autorizzato il claim sulla salute secondo cui “DHA e EPA contribuiscono al mantenimento dei tirgliceridi ematici nella norma”. La stessa Efsa sottolinea che l’effetto benefico può essere ottenuto con l’assunzione quotidiana di 2 grammi di EPA e DHA, e ricorda che non bisogna superare la dose supplementare di 5 grammi di EPA+DHA al giorno. Per assumerli è possibile affidarsi a diverse formulazioni di olio di fegato di merluzzo, che può ad esempio essere acquistato in forma liquida o sotto forma di capsule, perle, softgel o opercoli. Tutti questi integratori non sono esenti da controindicazioni; per sapere come assumerli senza correre rischi è bene chiedere un consiglio al proprio medico o al farmacista di fiducia.