le-badanti-della-Libertà

Non è la prima volta che il Pd ed i suoi esponenti riabilitano politicamente Silvio Berlusconi con “attenuanti generiche e attestati di stima” dal sapore dell’invidia più sincera. Matteo Renzi dalla sua pagina FB afferma che “bisognerebbe chiedere scusa a Berlusconi” perché “in confronto a Salvini, era un pischello”. Con tutto quello che il “diversamente padano” ha detto e fatto, che motivo c’era di riabilitare Berlusconi con un operazione di pubblicità comparativa per lobotomizzati? Non bastavano le “badanti della libertà” Mariastella Gelmini e Anna Maria Bernini a vegliare il crepuscolo berlusconiano o l’idea è quella di raccoglierne elettoralmente il testimone?

Ecco che la reintegrazione politica fornita da Renzi al frodatore fiscale, nonché tessera P2 numero 1816, conferma quanto in questi anni la sinistra sia stata funzionale al berlusconismo, per non dire propedeutica. Non a caso quando è stata al governo, si è guardata bene dal cancellare leggi che spesso mettevano l’intero apparato statale a servizio del “Caimano” e dei suoi interessi (e dei loro). L’arrivo a Palazzo Chigi coincise con il Patto del Nazzareno, e Renzi dimenticò già allora tutte le leggi ad personam del “pischello di Arcore”. La depenalizzazione del falso in bilancio, le legge ex Cirielli dimezzante i tempi di prescrizione nonché quella del suo avvocato-parlamentare Pecorella che aboliva l’appello del pm contro assoluzioni, ma non quello dell’imputato contro le condanne, sono storia.

I conflitti d’interesse perennemente irrisolti con la legge Frattini mai cambiata dal PD e la linea legislativa “ad aziendam” perpetrata col decreto salva Rete4 e con la ciliegina tombale Gasparri pro “Emilio-Fido” sono cronaca. Come dimenticare poi la riforma della concussione che garantì “all’utilizzatore finale” l’assoluzione nel caso Ruby (e la prescrizione del reato a F. Penati del PD nel processo Sistema Sesto)? Ed il “lodo Alfano” per rimandare i processi del “diversamente puttaniere”, legge firmata dal “garante” Giorgio Napolitano, ma subito dichiarata incostituzionale?

Tutto ciò grazie alla personalissima concezione della giustizia che Berlusconi sintetizzò magistralmente con dichiarazioni spontanee al processo Sme del 2003: “Sì è vero la legge è uguale per tutti ma per me è più uguale che per gli altri perché mi ha votato la maggioranza degli italiani”. La storia politica di Berlusconi, le sue leggi, le sue posizioni e soprattutto i suoi comportamenti sono di dominio pubblico, ma ciò che più traspare nell’atteggiamento della sinistra degli ultimi vent’anni, sembra essere l’invidia di non aver avuto tra le proprie file “l’unto dal Signore”.

E oggi, tra vuoti di memoria e battute sessiste, accanto alle “badanti della libertà” che assistono “l’ammiratore di Mangano”, non poteva mancare il puntuale sostegno degli amici di sinistra, che per anni quelle leggi ad personam le hanno gradite e che per quello furono “ad combriccolam”. Complimenti Matteo, l’endorsement all’elettorato di Berlusconi è stato fatto, la strada per il tuo nuovo partita sembra essere tracciata e la scomparsa della sinistra inevitabile. Ma come dici tu: “Shish is the word”!