Il destino di una città in una regione a più velocità

0

No, non siamo più nel 2008-09, quando davanti a noi si profilava il baratro della crisi (di cui i cittadini avrebbero vissuto materialmente gli effetti soprattutto dal 2011: prima sarebbe toccato alle banche, ai Comuni e alle imprese). Oggi l’Emilia-Romagna va. Anche se a più velocità. La parte più dinamica è quella compresa nello spicchio del nuovo triangolo industriale fortemente innovativo (Milano-Vicenza-Bologna) e comprende Bologna, Modena, una parte del Reggiano. Poi c’è il solido distretto agro-industriale, farmaceutico e non solo, parmigiano-parmense. Quindi il polo logistico piacentino.

Problemi maggiori a Oriente: nel Ferrarese e in Romagna, caratterizzati da una struttura d’impresa più tradizionale e da una competizione infra-municipale ancora molto forte. Qual è il destino di una città media in questo contesto? Quali le sue potenziali vocazioni? Qualcuno se lo domanda a Forlì (ad esempio)? Non mi pare.

CONDIVIDI
Articolo precedenteLivio Corazza a Bruxelles con una delegazione di vescovi dell’Emilia-Romagna
Articolo successivo“MoVimento in ascolto”, raccogliere le proposte dei forlivesi e trasformarle nel piano di rinascita
Roberto Balzani, nato a Forlì il 21 agosto 1961, è uno storico, saggista e politico italiano. È professore ordinario di storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali, Università degli Studi di Bologna. È stato sindaco di Forlì, dal 2009 al 2014 è professore ordinario di Storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell'Università di Bologna (sede di Ravenna), della quale è stato preside fra il 2008 e il 2009. Ricercatore in Storia contemporanea alla Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” di Firenze dal 1992, è divenuto poi professore associato alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell’Università di Bologna e quindi professore ordinario. Fra i suoi interessi più recenti, la storia del regionalismo e del patrimonio culturale, cui ha dedicato diversi saggi, collaborando alle iniziative promosse alla Scuola Normale Superiore di Pisa da Salvatore Settis. Fra il 1992 e il 1996 ha fatto parte del consiglio d’amministrazione della Fondazione “Spadolini – Nuova Antologia” di Firenze. E’ stato a lungo componente del consiglio direttivo della Società di Studi Romagnoli, dell’Istituzione Biblioteca Malatestiana di Cesena e dell’Ibc Emilia-Romagna. Fra le principali pubblicazioni da menzionare la ricostruzione del regionalismo culturale romagnolo fra ‘800 e ‘900 (La Romagna, Bologna, 2001, ristampata con un nuovo capitolo nel 2012); inoltre, la sintesi Storia del mondo contemporaneo, Milano, 2003 (con Alberto De Bernardi), la ricerca di storia dei beni culturali Per le antichità e le belle arti. La legge n. 364 del 20 giugno 1909 e l’Italia giolittiana (Bologna, 2003) e la cura dei Discorsi parlamentari di Carducci (Bologna, 2004). Con Angelo Varni è curatore de La Romagna nel Risorgimento (Roma-Bari, 2012). Alla sua esperienza di amministratore è dedicato il pamphlet: "Cinque anni di solitudine. Memorie inutili di un sindaco" (Bologna, 2012). E’ autore di diversi manuali di storia per le Scuole medie e i Licei.